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Decreto Taglia-Stipendi, cosa è e cosa prevede: la rabbia del M5S e la proposta di Renzi

Non si parla d’altro nelle ultime ore: il decreto Taglia-Stipendi sta infuocando la discussione politica con il Movimento 5 Stelle in prima linea affinché i parlamentari possano avere un salario ridotto di circa il 50%. Nella giornata di ieri il ddl Lombardi sul taglio degli stipendi dei parlamentari è stato rimandato in commissione: dopo un dibattito infuocato, segnato da polemiche e toni accesi soprattutto tra Pd e pentastellati, l’Aula ha approvato la richiesta della maggioranza di rinviare il ddl in commissione con 109 voti di scarto. A Roma, presenti i manifestanti dei 5 Stelle con uno striscione: “Tagliatevi lo stipendio. La vera riforma è questa.” davanti alla Camera con l’appoggio di Beppe Grillo e Alessandro Di Battista. I parlamentari italiani, come noto, percepiscono un’indennità di 5 mila euro in più ricevono una diaria, per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma, più altri rimborsi per viaggi e spese telefoniche e sono i Cinque Stelle a voler tagliare i costi.

 

TAGLIA-STIPENDI, LA RABBIA DI DI BATTISTA: “VERGOGNA”

Dopo il rinvio del DDL in Commissione, Alessandro Di Battista è uscito da Montecitorio per incontrare i manifestanti: “Siamo indignati da questa gentaglia pronta a intervenire sulla carne viva dei cittadini ma non si taglia nemmeno un euro quando riguarda i loro stipendi.”

 

TAGLIA-STIPENDI, MATTEO RENZI: “GIOCHETTI…”

Matteo Renzi, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta nella serata di ieri, ha spiegato come: “Spero non si tratti di un giochetto, di una mossa di Grillo”. A Vespa, Renzi ha chiesto poi di organizzare un confronto a due con il leader del 5 Stelle: “Grillo è nato dicendo al “Vaffa day” ”vogliamo i referendum propositivi’ e sono nella riforma costituzionale, le petizioni popolari devono essere per forza discusse ed è in riforma, c’è la riduzione dei senatori e sono cancellati i rimborsi dei consiglieri regionali. Grillo è in difficoltà, deve dire No al referendum e si è inventato la mossa di oggi.”

TAGLIA-STIPENDI, LA PRECISAZIONE DELLA CAMERA

Con una nota stampa il Responsabile della Comunicazione della Camera ha smentito la prima posizione che molti media hanno attribuito all’Italia nella classifica degli stipendi dei parlamentari più alti in Europa. “In riferimento ad articoli pubblicati in questi giorni dalla stampa e da giornali online  – si legge nella nota di Montecitorio – si evidenzia innanzitutto che i dati inizialmente pubblicati non corrispondevano a quelli riportati dal sito della Camera, aggiornati per effetto delle decisioni assunte dall’Ufficio di presidenza nell’ultimo decennio.” La nota di Montecitorio, per avvalorare la sua tesi, porta in riferimento alcuni esempi:
Parlamento europeo: 6.200,72; Austria 5.366,67; Germania 5.110,31; Francia 5.035,00; Italia 5.000,00; Paesi Bassi 4.588,81; Belgio 3.900,00.

TAGLIA STIPENDI: COSA PREVEDE IL DISEGNO DI LEGGE?

Ma cosa prevede il disegno di Legge rinominato “Taglia-Stipendi”? Vediamo un po’ quali sono le particolarità da prendere in esame all’interno del Testo.

INDENNITA’

L’indennità per i membri del Parlamento: con il nuovo decreto sarebbero 5.000 euro lordi mensili ed erogata per dodici mensilità. Ai senatori e deputati non verrebbe riconosciuta più nessuna indennità aggiuntiva, emolumento o rimborso di spese.

 

RIMBORSO SPESE SOGGIORNO/VIAGGIO

Ai membri del Parlamento, tranne a quelli che risiedono a Roma, potrebbe essere riconosciuto un rimborso delle spese di soggiorno e di viaggio entro il limite massimo di euro 3.500 mensili. Secondo il nuovo decreto, l’estratto conto delle spese deve essere pubblicato sul sito internet della Camera di appartenenza del membro del Parlamento ogni 30 giorni.

RIMBORSO SPESE PER ESERCIZIO MANDATO

Ad ogni membro del Parlamento, verrebbero riconosciuti 3.690 euro mensili a titolo di rimborso delle spese per l’esercizio del mandato rappresentativo e la retribuzione di collaboratori. E ai membri del Parlamento cessati dal mandato per qualsiasi causa spetta un’indennità il cui importo è commisurato all’importo dell’indennità da parlamentare (5.000 euro) e alla durata complessiva del mandato rappresentativo svolto.

SISTEMA PREVIDENZIALE

Nel nuovo decreto il sistema previdenziale applicabile ai membri del Parlamento è basato sul metodo di calcolo contributivo, con diritto al pensionamento al compimento del sessantacinquesimo anno di età e aver svolto 5 anni effettivi di attività parlamentare.

CONGEDO MATERNITA’ PARENTALE

Ai membri del Parlamento si applicano, per quanto compatibili, le norme in materia di congedo di maternità, congedo di paternità e congedo parentale, garantendo fino al terzo anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30 per cento per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi.

TRASPARENZA, CONTROLLI, SANZIONI

Nella pagina personale di ciascun membro del Parlamento devono essere pubblicati, con aggiornamenti di 60 giorni: il complesso delle indennità riconosciute al membro del Parlamento, il numero dei giorni per i quali, nel corso del bimestre, il membro del Parlamento è risultato presente alle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni e ha ottenuto il riconoscimento del rimborso delle spese di soggiorno e di viaggio, a la rendicontazione delle spese rimborsate. Ove siano accertate irregolarità, l’Ufficio di Presidenza irroga una sanzione compresa tra il doppio e il quadruplo delle somme che risultino indebitamente imputate a carico dei fondi messi a disposizione del membro del Parlamento.

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