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Delitto Cogne Annamaria Franzoni: le prime parole da donna libera

Annamaria Franzoni libera: la mamma di Cogne, condannata a 16 anni di reclusione nel maggio 2008 (30 in primo grado poi ridotti in Appello in virtù del riconoscimento all’imputata delle attenuanti generiche) ha finito di scontare la sua pena per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi ed ora è a tutti gli effetti tornata in libertà. La donna il 26 giugno 2014, dopo 6 anni di reclusione, aveva ottenuto i domiciliari e si era trasferita a vivere nell’Appennino bolognese con la sua famiglia. Ieri la notizia della piena libertà concessale dal Tribunale di sorveglianza di Bologna.

annamaria franzoni oggi

La Franzoni si è sempre professata innocente. Quello che l’ha vista protagonista è a tutt’oggi uno dei casi di giudiziaria più controversi che la storia recente d’Italia abbia mai conosciuto. L’opinione pubblica si è sempre divisa e ancora c’è chi considera la donna vittima di un clamoroso errore giudiziario. Il piccolo Samuele fu colpito 17 volte con un oggetto contundente (mai ritrovato) alla testa, in casa con lui c’erano solo la madre e il fratellino più grande; da subito la donna fu l’unica e sola sospettata del delitto. Era la mattina del 30 gennaio 2002 e nella villetta di Cogne si consumò un vero e proprio scempio. Al piccolo Samuele fu fracassato il cranio, e quando la Franzoni chiamò i soccorsi per lui era ormai troppo tardi. Il piccolo spirò all’arrivo dell’elisoccorso. Un fatto che sconvolse l’Italia tutta. Annamaria Franzoni non ha mai perso l’appoggio della famiglia, in primis del marito che l’ha sempre difesa, convinto della sua innocenza.

In queste ore stanno rimbalzando da un sito all’altro le parole che la donna avrebbe pronunciato confidandosi con persone a lei care: “Da un lato sono contenta, dall’altro vorrei trovare la maniera di far capire alla gente che non sono stata io”. Lo riporta il Corriere della Sera. La donna ha finito di scontare in anticipo la sua condanna poiché ha potuto godere di un notevole sconto di pena. I 16 anni confermati dalla Cassazione si sono infatti ridotti a meno di 11 grazie a tre di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata per buona condotta. Il piano di recupero per i detenuti prevede infatti la liberazione anticipata previa partecipazione all’opera di rieducazione e di reinserimento nella società, che permette di ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare.

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