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Delitto di via Poma: 26 anni fa veniva assassinata Simonetta Cesaroni

Sono passati ormai 26 anni dal barbaro omicidio di Simonetta Cesaroni, la 21enne massacrata il 7 agosto 1990 con 29 coltellate nel suo ufficio, dove faceva la segretaria contabile, situato in via Poma a Roma, al civico 2.

Il delitto di via Poma, così tristemente lo ricordiamo, è ancor’oggi senza soluzione. Un giallo caratterizzato da un numero considerevole di zone d’ombra. Sulla scena del crimine il corpo della vittima, un paio di scarpe riposte perfettamente in ordine e la porta dell’ufficio chiusa con quattro mandate. La sorella Paola la sera del 29 agosto diede l’allarme vedendo che Simonetta non rincasava: sul posto arrivano anche il datore di lavoro della vittima, Salvatore Volponi e il figlio.

Da subito le indagini portano al portiere dello stabile, Pietrino Vanacore: dove si era consumato il crimine, infatti, c’era poco sangue; ciò fece ipotizzare agli inquirenti che l’assassino avesse avuto tutto il tempo per pulire e far sparire ogni traccia. Indagato e poi prosciolto, dopo Pietrino Vanacore è il nome di Federico Valle (nipote dell’anziano architetto Cesare Valle, che abita nel palazzo di via Poma e che la notte del delitto aveva ospitato Vanacore) a finire nel registro degli indagati, ma il gip nel giugno 1993 stralcia la posizione di Valle e lo proscioglie. Il 9 marzo 2010 Pietrino Vanacore si toglie la vita: viene trovato morto in mare, in località Torre Ovo, tre giorni dopo avrebbe dovuto deporre in udienza come testimone. Per gli inquirenti fu suicidio, ma le circostanze della sua morte resero ancora più misterioso e intricato questo giallo.

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Sembrava che le indagini fossero giunte alla svolta quando, per la presunta compatibilità tra il suo dna e le tracce biologiche sul corpetto e reggiseno della vittima e un morso sul capezzolo sinistro, il 6 settembre 2007 Raniero Fusco, fidanzato di Simonetta all’epoca dei fatti, fu indagato. Rinviato a giudizio, Fusco il 26 gennaio 2011 viene condannato a 24 anni di carcere, ma in Appello una nuova perizia smonta le accuse a suo carico e il 27 aprile 2012 viene assolto per non aver commesso il fatto. Assoluzione confermata anche in Cassazione. E oggi, 7 agosto 2016, l’omicidio di Simonetta Cesaroni è ancora senza un colpevole.

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