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Delitto Garlasco riapertura processo: i dubbi della dottoressa Bruzzone

Il prossimo 8 ottobre si riaprirà il processo sul delitto di Garlasco, con la speranza che si riesca a dare un nome e un cognome all’assassino di Chiara Poggi, uccisa barbaramente nella sua abitazione di via Pascoli, a Garlasco, il 13 agosto del 2007. Unico indagato e processato per il delitto, Alberto Stasi, al tempo fidanzato della vittima. Il perché la Corte di Cassazione abbia deciso di annullare la sentenza di assoluzione di Stasi, predisponendo ulteriori perizie sul caso, non è ancora dato sapere. Frattanto sono in corso esami specifici sui reperti (mai analizzati finora) trovati sotto le unghie della vittima, e sul presunto scambio dei pedali tra le due biciclette in possesso di Stasi, i cui esiti dovranno essere consegnati alla prima Corte d’Assise d’appello di Milano entro il 22 settembre. La speranza della Procura è che da quelle relazioni emerga qualche dato interessante, rivelatore della presenza di tracce di Dna dell’assassino.Alberto Stasi riapertura processo

Tanti gli interrogativi, ad oggi, ancora senza risposta, e molteplici le circostanze oscure di questa vicenda. A nutrire dubbi circa la reale presenza di nuovi elementi in grado di dare una svolta al processo, la criminologa Roberta Bruzzone, specializzata nel seguire i casi di cronaca nera che più di tutti scuotono l’opinione pubblica del Paese.

“In tutta onestà, conoscendo piuttosto bene i dati di questo caso, ero abbastanza convinta che venisse confermata la sentenza di assoluzione di Alberto Stasi” – ha detto la dottoressa –  “Il famoso capello (trovato nelle mani di Chiara) non potrà spostare molto la chiave di lettura di questo evento, né tanto meno la questione della bicicletta: all’epoca dei fatti venne sequestrata una bici da uomo di color amaranto, quando la testimone oculare già all’epoca disse: “Non è quella che ho visto io quella mattina” … “. La Bruzzone si dice convinta della difficoltà di ottenere dei risultati diversi dalle prove acquisite finora, soprattutto considerando il breve tempo a disposizione per dare vita al processo di secondo grado. “Sono molto curiosa di leggere le motivazioni della sentenza per capire quali sono gli elementi che non tornano secondo i giudici della suprema corte”, ha aggiunto la Bruzzone, che esclude ogni possibile parallelismo con l’annullamento dell’assoluzione per Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto di Meredith Kercher.

nazionale italiana antonio conte

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