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Delitto Melania Rea: 30 anni a Salvatore Parolisi

Che sarebbe stato un processo breve lo si era detto fin dall’inizio, ma la sentenza era attesa per i primi giorni di ottobre ed invece, questa sera, lunedì 30 settembre, a distanza di solo una settimana, la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila si è pronunciata in merito al delitto di Melania Rea, uccisa con 35 coltellate il 18 aprile del 2011, condannando il marito, Salvatore Parolisi, a trent’anni di carcere e riducendo così la pena che gli era stata inflitta alla conclusione del processo di primo grado.

Salvatore Parolisi Motivazioni Sentenza

Questa mattina, il collegio presieduto da Luigi Catelli, dopo gli ultimi dibattimenti, in cui l’accusa, per replicare alla lettera letta da Parolisi ha mostrato video del suo tradimento e fatto vedere stralci della discussione avvenuta in chat con la sua amante, si è chiuso in camera di consiglio per dar vita alla decisione. Il procuratore generale, Romolo Como, avrebbe voluto che fosse confermata la condanna all’ergastolo per l’ex caporal maggiore dell’ Esercito ed anche Michele Rea, fratello di Melania, aveva fatto sapere di desiderare la conferma della massima pena perché: “sarebbe un segno tangibile, un segnale al Paese per tutte le vicende di violenza sulle donne, e confermerebbe una linea dura sul femminicidio” ma, a quanto pare, la difesa di Parolisi è riuscita ad ottenere “uno sconto” o quantomeno i suoi avvocati sono riusciti a far valere tutte le attenuanti del caso.

Durante le udienze, di settimana scorsa, Parolisi aveva fatto sapere di amare profondamente Melania e aveva aggiunto di essersi pentito di averla tradita proprio perché continuava comunque a volerle bene, sottolineando, però, la sua estraneità nell’omicidio della moglie e madre di sua figlia Vittoria.

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