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Delitto Sarah Scazzi, otto anni fa la scomparsa: Sabrina Misseri presto godrà dei primi permessi per uscire dal carcere

Omicidio Sarah Scazzi: otto anni fa, il 26 agosto 2010, spariva la 16enne di Avetrana dopo che a piedi era uscita di casa per recarsi dalla cugina Sabrina ed andare al mare. Sarah verrà ritrovata cadavere, su indicazione dello zio Michele Misseri, quaranta giorni dopo l’omicidio. Il corpo putrefatto galleggiante nella melma di un pozzo sito in contrada Mosca, dove lo stesso contadino lo gettò per occultarlo. Per il delitto sono state condannate all’ergastolo Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente figlia minore e moglie del contadino. Nell’ottavo anniversario della morte della giovane, il quotidiano “La Voce di Manduria” ha pubblicato delle foto inedite di una giovanissima e bellissima Sarah Scazzi. Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo amatoriale Carlo Bizzini, e risalgono a un saggio di fine anno dell’agosto 2007. Eccole:

Michele Misseri è stato condannato in via definitiva a 8 anni di reclusione per occultamento di cadavere, dopo una prima confessione di colpevolezza, poi ritrattata e rimpiazzata dalle accuse rivolte alla figlia Sabrina; il contadino – giudicato inattendibile dai magistrati a causa di un balletto di versioni dei fatti grottesche e poi sconfessate – si è infine autoaccusato dell’omicidio ma non è stato creduto dai giudici. Tant’è che attualmente è sotto processo per il reato di auto-calunnia. Dal canto loro Sabrina e Cosima non hanno mai confessato l’omicidio e dal carcere si professano innocenti.

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Da quando Sabrina Misseri è stata arrestata sono passati otto anni, era il 16 ottobre 2010. Conti alla mano, secondo l’ordinamento penitenziario un ergastolano dopo aver scontato i primi 10 anni di pena assumendo sempre una condotta irreprensibile, ha diritto già ai primi benefici. Si consideri anche lo scomputo di pena al detenuto di 45 giorni per ogni semestre di buona condotta durante la reclusione, ed è questo il caso di Sabrina, che dentro il carcere di Taranto si è distinta per il suo comportamento ineccepibile. Dal prossimo 17 ottobre 2018, quindi, la ragazza potrà presentare istanza al Giudice di Sorveglianza e chiedere di poter beneficiare dei primi permessi premio, com’è suo diritto. Sabrina Misseri ha già infatti scontato dieci anni di reclusione, otto dei quali effettivi, più due graziati con lo scomputo dei tre mesi per ogni anno di detenzione. La durata di un permesso premio non può superare i 15 giorni e non possono essere concessi più di 45 giorni complessivi di permessi l’anno. Dopo venti anni di espiazione della pena, il detenuto può iniziare a beneficiare anche della semilibertà che gli consente di lasciare il carcere ogni mattina per far rientro in cella la sera. 

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