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Denis Cavatassi assolto: è finito l’incubo dell’imprenditore italiano condannato a morte in Thailandia

E’ finita l’agonia di Denis Cavatassi, l’imprenditore italiano nei confronti del quale, nel 2016, era stata emessa sentenza di condanna a morte per il presunto omicidio del socio in affari, Luciano Butti. E’ di ieri mattina la notizia di assoluzione di Denis che ora può tornare in Italia dalla propria famiglia e riabbracciare la sua bimba, Asia: «Finalmente sono libero» ha commentato appena letto il dispositivo dei giudici della Corte Suprema thailandese. L’incredibile risultato, per il quale si è pregato notte e giorno è stato raggiunto grazie ad un grande lavoro di squadra che ha visto tra i player le istituzioni italiane, quelle thailandesi, la famiglia Cavatassi, il suo difensore, Alessandra Ballerini, e come riferisce commossa all’Ansa la sorella di Denis Romina «I giornalisti che hanno fatto da ‘cassa di risonanza’».

E' finita la lotta di Denis Cavatassi, la Corte Suprema assolve l'imprenditore italiano condannato a morte

La condanna a morte di Denis

Denis Cavatassi, socio in affari di Luciano Butti, veniva incarcerato come detenuto thailandese nel 2011, con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del socio, ucciso a colpi di pistola da alcuni sicari a bordo di un motorino il 15 marzo di quello stesso anno. Da allora inizia il calvario di Denis: le indagini vengono insabbiate, il movente non esiste, nessun testimone oculare, nessun riscontro probatorio che possa addebitare a Denis la responsabilità dell’omicidio. Il processo è stato lunghissimo, tre gradi di giudizio e arriva, in ultima istanza, davanti ai giudici della Corte Suprema: se avessero confermato la sentenza per Denis non ci sarebbe stato più nulla da fare. E proprio quando le speranze sembravano svanire arriva la conferma da parte del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi: «L’importante sentenza della Corte Suprema della Thailandia consentirà a Denis Cavatassi, prosciolto questa mattina, di rientrare presto a casa in Italia e riabbracciare i suoi familiari».

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L’assoluzione di Denis Cavatassi: uno splendido lavoro di concertazione politico-istituzionale

Nelle delicate tensioni internazionali, relative a casi di cronaca che, ahinoi, talvolta vedono coinvolti nostri connazionali, non sono sempre risolte a favore della verità e della giustizia. Ma non questa volta. L’assoluzione di Denis è stata raggiunta grazie al lavoro svolto, senza mai demordere e all’unisono, dalle istituzioni italiane, thailandesi, dalle forze politiche nazionali e estere, dai professionisti legali nonché dai famigliari e amici di Denis che hanno permesso che la giustizia, in questa storia, ne uscisse vincitrice. Denis Cavatassi non è mai stato responsabile dell’omicidio di Butti, ne è sempre stata convinta la sorella, Romina, il legale della famiglia, Alessandra Ballerini e anche chi aveva voce per farsi sentire e il giusto potere per fare pressione: ora  la sentenza di proscioglimento conferma l’innocenza dell’imprenditore di Tortoreto. Le parole di Romina Cavatassi ai giornalisti riempiono il cuore di elettricità: «Ho ricevuto un vocale whatsapp alle 5,30 ora italiana. Non riesco ancora a crederci. Stiamo aspettando di sentirlo, ormai è questione di poco. Spero rientri prima di Natale“. Non mancano i ringraziamenti a coloro che sono sempre stati accanto alla famiglia, così come a Denis stesso e che attraverso l’iniziativa ‘una lettera per Denis’, hanno lottato per la sua liberazione. Le parole della famiglia Cavatassi vale la pena rileggerle: “Ringraziamo tutti quelli che si sono battuti per la sua libertà. La Farnesina, l’ambasciatore Galanti, il direttore Vignali , il presidente della Camera Roberto Fico, l’onorevole Manconi e l’avvocato Alessandra Ballerini. Ringraziamo l’avvocato thailandese Puttri Kuwanonda e il Regno della Thailandia.Ringraziamo tutti gli amici che ci sono stati vicini e ringraziamo i giornalisti che hanno fatto da ‘cassa di risonanza’ standoci vicini con intelligenza, sensibilità e professionalità: Fabio Fazio, Fabrizio Gatti, Beppe Giulietti e Stefano Corradino. Denis torna a casa! Ed e’ merito di tutti voi”.  Moavero sottolinea che la vicenda di Denis è stata seguita sin dal primo momento e costantemente dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok che, in stretto raccordo con il ministero degli Affari Esteri, ha assicurato l’assistenza al connazionale e l’interlocuzione con le competenti autorità thailandesi. Si è giunti così all’assoluzione un traguardo per il nostro Paese e un successo per chi ha creduto di poterlo raggiungere. La stessa Farnesina, in una propria nota a commento della vicenda, rassicura: “Gli italiani in difficoltà all’estero devono sapere che possono sempre contare sull’assistenza e l’aiuto efficace della Farnesina. Nessuno viene lasciato solo, pur nell’inevitabile riserbo che la delicatezza di tante situazioni impone». Ci stringiamo a Denis e alla sua famiglia: la sentenza di proscioglimento non restituirà a gli anni trascorsi ingiustamente in carcere ma – nonostante l’iter complesso – rappresenta un inno alla vita, alla libertà, alla giustizia.

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