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Depressione e ansia: 10 regole per riuscire a combatterle

Depressione, ansia e attacchi di panico saranno i mali principali del nuovo secolo e sempre più persone, nel mondo, ne soffrono: in molti casi non si curano nemmeno, rischiando così di cronicizzare la situazione. A questo proposito, Claudio Mencacci, presidente della società italiana di psichiatria, ha stilato una lista di dieci regole da seguire per riuscire a combattere questo tremende patologie.

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Informare: una delle prime azioni da compiere consiste proprio nella corretta informazione e sensibilizzazione della popolazione a queste dinamiche. Rendersi conto di avere un problema è il primo passo per riuscire a risolverlo.

Migliorare la formazione degli specialisti del settore: medici, pediatri, geriatri, diabetologi, dunque non solo gli specialisti del settore, ma anche altre discipline affini che potrebbero contribuire ad aiutare pazienti affetti da queste patologie.

Diagnosi precoce: dall’insorgenza della malattia con i suoi primi sintomi, fino alla terapia, il lasso di tempo che intercorre è mediamente di due anni. In questo modo, il rischio che la malattia cronicizzi e le difficoltà nel recupero aumentino è molto elevato. Si ricorda, inoltre, che le donne vengono colpite da depressione, ansia e attacchi di panico, il doppio degli uomini.

Fare attenzione ai campanelli d’allarme: perdita di interesse, pensieri negativi sono i primi sintomi, ma ve ne sono molti dal punto di vista cognitivo da non trascurare. Calo di concentrazione o della memoria, procrastinare un lavoro, sono tutti segnali da tenere a mente.

Equilibrare il ritmo sonno-veglia: bisogna riposare il giusto quantitativo di ore per poter dare al corpo la giusta energia. Secondo gli specialisti della società italiana di psichiatria, infatti: “Un sonno breve e disturbato può rappresentare un importante fattore di rischio per la comparsa e il perdurare di problemi depressivi. Diversi studi scientifici hanno dimostrato una stretta relazione fra depressione, scarsità di sonno e attivazione di fenomeni infiammatori che sono alla base della comparsa di differenti patologie tra cui diabete, ipertensione e la stessa depressione“.

Parlarne e confidarsi: durante la fase di recupero dallo stato depressivo, dai disturbi d’ansia e dagli attacchi di panico, parlare e avere accanto persone con le quali comunicare è un’ottima base d’appoggio. Secondo gli esperti: “Un ambiente familiare accogliente, comprensivo, poco giudicante, che non stimoli sentimenti di vergogna, ma che sostenga in tutte le fasi della malattia. Un’attenzione che va riservata maggiormente alla donna più esposta non solo allo sviluppo di patologie croniche“.

Seguire uno stile di vita sano: vi sono, infatti, comportamenti che possono inficiare l’equilibrio psichico della persone, l’uso di alcool e droghe, l’alimentazione non proprio sana, possono avere effetti molto seri. Inoltre, bisognerebbe accompagnare la corretta alimentazione all’attività fisica, limitando il numero di impegni in programma.

Curarsi nel modo corretto: in questo caso non si tratta solo di avere accesso alle cure, ma anche di seguire i consigli e le indicazioni degli specialisti, soprattutto dello psichiatra e dello psicoterapeuta.

Evitare l’interruzione delle cure: affidarsi a metodi caserecci, in questi casi, sarebbe da evitare categoricamente. Soprattutto non bisogna mai interrompere una terapia, che sia psichiatra o psicoterapeuta. Il rischio di recidive, soprattutto per patologie mentali come depressione, disturbi d’ansia e attacchi di panico, è molto alto.

Intercettare e prevenire: in questo caso sarebbe corretto riuscire a identificare tutti quei contesti nei quali la persona non riesce a comunicare il proprio disagio. Alcuni recenti studi, hanno evidenziato come le donne che abitano in piccoli paesi abbiamo minore probabilità di sviluppare episodi depressivi, ansiosi e di panico e ci mettono meno tempo a decidere di consultare uno specialista.

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