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Depressione e ansia: la mappa mondiale delle nazioni più colpite

Vi siete mai chiesti se le condizioni economiche, sociali, sanitarie e culturali di un determinato Paese possano influire anche su stati ansiosi e depressivi? La risposta ce la danno tante ricerche scientifiche che hanno dimostrato come anche la situazione finanziaria possa incidere o favorire l’insorgenza di attacchi di panico e ansia.

Lo studio condotto, circa un paio di anni fa, dai ricercatori dell’Università del Queenslannd è stato pubblicato sulla rivista PLoS Medicine che ne ha suggellato la veridicità. Per mappare la situazione ci si è serviti del numero di persone che hanno un depressione clinica diagnosticata, è quindi facile dedurre che il numero di chi vive questa patologia sia ancor più alto. Questo significa anche che, più un paese ha un buon welfare ed offre un’assistenza sanitaria attenta, più facile sarà che la depressione venga diagnosticata. Per esempio in Asia Orientale le malattie mentali sono tabù e questa cosa sicuramente può influire sui tassi di diagnosi.

Oltre il 5% della popolazione soffre di depressione in Medio Oriente, Nord Africa, Africa sub- Sahariana, Europa Orientale e Caraibi. La percentuale della malattia è più bassa è in Asia Orientale, Australia, Nuova Zelanda e sud est asiatico. Il paese più depresso è l’Afghanistan, dove più di una persona su 5 soffre di questo disturbo, mentre il meno depresso è il Giappone, con un tasso di meno del 2,5 %. Gli scienziati anche anche creato il DALY (disability-adjusted life years) ovvero il numero di anni che un individuo perde a causa della patologia. I tassi di DALY più alti si trovano in Afghanistan e nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, così come in Eritrea, Ruanda, Botswana, Gabon, Croazia, Paesi Bassi e Honduras., mentre è più bassa nelle economie più floride dell’Asia, come in Giappone.

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