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Desirée Mariottini stuprata e uccisa a Roma: «Le avevano messo una coperta fino alla testa. Non so se respirava ancora!»

«Vogliamo giustizia, ma lasciateci in pace! Mia figlia è distrutta. E mia nipote non doveva finire così!», queste le parole di Ottavio Mariottini, il nonno di Desirée, la ragazza di sedici anni stuprata, uccisa e con molta probabilità drogata a Roma. Gli esami tossicologici, infatti, sono ancora in corso e ci vorrà qualche giorno prima di avere i risultati effettivi.

La storia della giovane, trovata morta tra giovedì e venerdì notte in uno stabile occupato in via dei Lucani, a San Lorenzo, in un quartiere al centro della capitale, richiama alla mente quella di Pamela Mastropietro, anche lei fu violentata, drogata, uccisa e ridotta a pezzi un anno fa a Macerata. Il colpevole di quel delitto aveva però un volto quello del nigeriano Innocent Oseghale, che sta scontando oggi la sua pena in carcere. L’assassino, o meglio gli assassini, di Desirée non hanno ancora un nome. Le indagini continuano, senza sosta gli inquirenti proseguono ad ascoltare le testimonianze di chi ha visto la ragazzina per l’ultima volta. La polizia ha ascoltato due immigrati africani e due ragazze per ricostruire le sue ultime ore di vita.

Secondo quanto riportato da “Il Messaggero”, stando alle prime ricostruzioni, Desirée frequentava quel magazzino semi-abbandonato, in cui ha trovato la morte, da tempo e negli ultimi giorni sarebbe stata vista entrare e uscire spesso. Non era la prima volta dunque che la giovane entrava in quella casa abbandonata, che di notte diventa dormitorio di extracomunitari. Su “La Stampa” è stato scritto che la ragazzina era spesso alla ricerca di un po’ di droga in cambio di sesso. Giovedì notte però la situazione deve essere precipitata. L’autopsia eseguita dal dottor Dino Mario Tancredi rivela i segni compatibili con una violenza sessuale e l’uso di sostanze stupefacenti, di cui però come dicevamo bisognerà aspettare i risultati ufficiali. Un testimone, un giovane di colore, che ha voluto però mantenere l’anonimato, ha rivelato dettagli utili alle indagini: «Io sono del Senegal. Io c’ero quella sera, dopo che è morta, c’ero. Sono arrivato lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza. Sono entrato e c’era una ragazza che urlava. Ho guardato quella che urlava e c’era un’altra ragazza a letto: le avevano messo una coperta fino alla testa, ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché l’altra ragazza urlava e diceva che era morta!».

Il testimone poi ha aggiunto: «Quella notte, in quell’edificio in cui c’erano africani e arabi: un po’ di gente, sette persone o sei». Accanto a Desirée c’era quindi anche un’amica che, stando alla testimonianza del senegalese, «era italiana: penso pure fosse romana, parlava romano». Questa seconda ragazza, secondo il giovane, «urlava che l’hanno violentata, poi lei ha anche preso qualche droga perché lì si vende la droga. È stata drogata perché aveva sedici anni. Da quello che diceva lei sono stati tre sicuramente o quattro».

Le parole del ragazzo confermerebbero la violenza di gruppo. Intanto è caccia agli aggressori. Sospettati naturalmente tutti gli spacciatori di droga, che hanno per quartier generale San Lorenzo, il luogo della movida degli studenti universitari, poco distante dalla La Sapienza di Roma. I residenti sono sul piede di guerra: «Una tragedia annunciata». Qualcuno ha raccontato anche che probabilmente la giovane era andata lì perché le era stato rubato qualcosa, forse il tablet o ilc cellulare. «Ci devono dire cosa è accaduto lì dentro», ripetono alcune mamme della zona mentre prosegue il viavai di gente che porta fiori e candele nei pressi dello stabile. Intanto il ministro degli Interni Matteo Salvini non ha potuto non commentare quanto successo: «Avete visto la ragazzina di 16 anni uccisa in quel covo a San Lorenzo? Io oggi ci vado, è in centro a Roma: non possono esserci buchi neri!».  Per nuovi sviluppi bisognerà attendere: i medici legali ipotizzano anche una morte per overdose, non per soffocamento, come invece era stato dichiarato in un primo momento.

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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