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Di Maio Ministro degli Esteri, gaffe memorabili: «Gigino va in Erasmus?», web scatenato

Luigi Di Maio Ministro degli Esteri? Per alcuni è un ossimoro vero e proprio. E non soltanto per l’inglese (lingua straniera con il quale il leader del Movimento Cinque Stelle ha dimostrato in passato di avere qualche problema), per le numerose gaffe e per la mancata passione per i viaggi, ma proprio per il curriculum che non brilla in termini di qualifiche e competenze. Al di là dell’ironia che si è riversata tutta sui social, è chiaro che Di Maio dovrà rilanciare la propria “credibilità”, mostrarsi affidabile in Europa e all’altezza del ruolo.

Di Maio Ministro degli Esteri, gaffe memorabili: «Gigino va in Erasmus?», web scatenato

“Ercolino sempre-in-piedi, al secolo Luigi Di Maio, ce l’ha fatta. Buttato giù dal voto in Abruzzo, in Sardegna, in Basilicata, in Piemonte e alle Europee, a Ferragosto pareva esser finito kappaò una volta per tutte. Macché: come il pupazzo del vecchio Carosello, perfettino e incravattato come lui, si è tirato su di nuovo. Anzi, si è preso gli Esteri. Auguri. Certo è che va alla Farnesina dopo aver inanellato una serie di scivoloni, baruffe, gaffes, forzature lunga lunga…”, scrive Gian Antonio Stella su “Il Corriere” ed effettivamente di “brutte figure” il leader dei 5 stelle ne ha fatte parecchie. Dalle gaffe più comiche: come quando Di Maio parlò di Pinochet come dittatore del Venezuela o di quando chiamò “Ping” il presidente cinese Xi, scivolone ripetuto per ben due volte a Pechino. Nè sono mancati errori più grossolani: questi ha definito la Francia una “democrazia millenaria“, quando in realtà la democrazia dei cugini d’oltralpe ha solo qualche secolo di storia. E speriamo che i politici francesi abbiano la “memoria corta”. Di Maio si era vantato, infatti, a dicembre: «Sono orgoglioso: le rivendicazioni dei francesi in piazza contro Macron noi le abbiamo messe nella legge di bilancio», per poi lanciare un accorato appello: «Gilet gialli, non mollate! Dall’Italia stiamo seguendo la vostra battaglia dal giorno in cui siete comparsi per la prima volta colorando di giallo le strade…», fregandosene quindi dei cassonetti rovesciati e delle vetrine rotte.

«Gigino va in Erasmus?», Di Maio Ministro degli Esteri sorprende: le gaffes memorabili

Una maggior prudenza è ben accetta, anche perché il neo ministro degli Esteri dovrà gestire la questione libica ancora non risolta, la guerra dei dazi che vede l’Europa tra due fuochi, Usa e Cina, e ancora il vero nodo di Gordio, il fenomeno dell’immigrazione. Potrà contare sul suo inglese? Difficile dirlo, considerando anche le difficoltà che Di Maio ha, talvolta, avuto in passato persino con l’italiano.Tra i primi ad ironizzare sul nuovo incarico il direttore di Libero Quotidiano Vittorio Feltri, che ha dichiarato: «Mi rallegro sapendo che Di Maio sarà ministro degli Esteri ruolo che richiede la conoscenza dell’inglese cioè una lingua priva del congiuntivo ignoto anche a Gigino. Conte fa di tutto per agevolarlo!». In tanti su Twitter hanno “preso in giro” il leader del Movimento Cinque Stelle, tanto che è stato lanciato l’hashtag #DiMaioAgliEsteri: «Gigino è in Erasmus?», «Vogliamo litigare con tutto il mondo?» e ancora «Ma conosce l’inglese?».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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