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Diabete cura: una dieta potrebbe essere la soluzione

Tra le diverse forme di diabete, malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina ovvero un ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica, quella più comune è il diabete di tipo 2 e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. Secondo un recente studio pubblicato su Diabetes Care dal professor Roy Taylor, uno specialista di fama mondiale che insegna Medicina e Metabolismo presso l’Università di Newcastle il diabete di tipo 2 non sarebbe una condanna a vita bensì sarebbe possibile curarsi attraverso l’alimentazione.

Il professor Taylor aveva già spiegato attraverso una precedente ricerca la sua convinzione che una dieta a bassissimo contenuto calorico (circa 600 – 700 calorie al giorno) potrebbe invertire il diabete di tipo 2. Questa volta il professore per la nuova ricerca ha chiesto a 30 volontari con diabete di intraprendere la stessa dieta. I risultati dimostrano che i partecipanti hanno perso in media 14 kg e nel corso dei 6 mesi successivi alla dieta non hanno ripreso peso. Dei 30 volontari, 12 che avevano il diabete da meno di 10 anni hanno invertito la loro condizione e a 6 mesi di distanza erano ancora senza diabete.

La particolarità della ricerca sta nel fatto che i pazienti che hanno invertito la loro condizione di malati di diabete di tipo 2, malgrado abbiano perso chili in eccesso, sono ancora in sovrappeso; “questo sostiene la nostra teoria, che esiste una ‘personale’ soglia di grasso. Se una persona accumula più grasso di quello che può tollerare, il diabete viene attivato, ma se poi perde quella quantità di peso può tornare alla normalità” ha spiegato il professor Roy Taylor nel suo studio che potrebbe aiutare chi convive con questa patologia quotidianamente a tornare alla normalità. La ricerca va infatti a confermare tutte quelle che sono le cause ipotizzate dagli specialisti: obesità, familiarità della patologia e mancanza di esercizio fisico.

Credit Foto: Dmitry Lobanov / Shutterstock

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