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Diamanti dalle ceneri dei defunti: un ricordo indelebile

La notizia ha dell’incredibile, eppure è una pratica funebre che da un po’ di tempo sta prendendo piede in tutto il mondo: trasformare le ceneri di un caro estinto in un diamante.

cenere

Silvia Zanardo gestisce un’impresa di pompe funebri a Conegliano Veneto (Treviso). Un giorno un uomo, in seguito alla perdita della propria compagna, va in agenzia per assicurare degna sepoltura alla salma. Nell’ufficio della Zanardo, il 55enne nota alcuni opuscoletti che illustrano la possibilità di trasformare le ceneri di un estinto in diamante, mediante procedure di laboratorio.

Il pensiero dell’uomo va immediatamente ad un altro lutto che lo aveva colpito in precedenza: la morte del figlio, appena ventenne, a causa di un tragico incidente stradale. L’uomo chiede immediatamente informazioni alla titolare delle pompe funebri, che gli spiega dell’esistenza di una ditta in Svizzera, la Algordanza, fondata nel 2004, che attraverso un procedimento chimico eseguito in laboratorio, estrae il carbonio dalle ceneri di un defunto. Successivamente questo viene sottoposto ad altissime temperature e a pressioni elevate, come accade in Natura con i processi che danno vita ai diamanti.

Costo dell’operazione: dai 3.500 euro fino ad un max di 13.000 euro, in base alla grammatura del diamante che si vuole realizzare. L’uomo accetta, e fa riesumare il figlio sepolto nel cimitero del paese di origine per predisporlo alla cremazione, processo mediante il quale ottenere le ceneri. Successivamente, partono i trattamenti chimici e quelli termo-pressori per ottenere il diamante. Quando la pietra preziosa viene consegnata al padre, dopo pochi mesi, l’uomo è emozionatissimo. Gli sembra di aver reso eterne le spoglie del amato figlio.

Per quanto i costi possano sembrare elevati, i ricavi della Algordanza non sono frutto di speculazione ma giustificati dai processi di lavorazione utilizzati per trasformare il carbonio in diamante, che fanno di questa pietra uno degli elementi più preziosi in natura. In realtà, la ditta elvetica non è la sola ad occuparsi di questo stravagante servizio funebre. Sembra che a contendersi la paternità dell’idea sia anche l’americana LifeGem (il nome è significativo) fondata nel 1999. Anche se, l’Algordanza ne rivendica la scoperta della tecnica di trasformazione in laboratorio (alla base di tutto) avvenuta nel lontano 1950.

diamanti artificiali

In ogni caso, entrambe le ditte vantano fatturati in continua crescita, con commesse che abbracciano numerosi Paesi da tutti i continenti. Ora anche l’Italia. Resta, tuttavia, ancora aperta una non semplice questione etica, che tale procedimento solleva, soprattutto nei confronti del mondo cattolico, secondo cui anche la stessa cremazione sarebbe contraria ai dogmi di fede.In effetti, i fondatori della società – chiarisce Cristina Sponza, responsabile delle Comunicazione di Algordanza Italia – si sono interrogati sulla questione etica, perché se la Chiesa si fosse detta contraria quel business sarebbe certamente naufragato. Hanno trovato un contatto con un alto prelato tedesco“.

La responsabile non vuole comunicare il suo nome ma sottolinea come il religioso avesse espresso, in modo informale, un parere favorevole del Vaticano a tutta la vicenda a patto che venissero rispettate alcune condizioni. “… che vi fosse un sentimento di rispetto nei riguardi del defunto; che non si utilizzassero le stesse macchine per trarre diamanti da ceneri di animali, ché sarebbe dissacrante; che il prezzo non fosse troppo esoso“.

Staremo a vedere le future evoluzioni di questa vicenda. Nel frattempo, visto che le richieste dall’Italia sono in continua crescita, evidenziamo, a quanti ne fossero interessati, che l’unica procedura burocratica richiesta è quella necessaria per il trasferimento della salma presso una di queste aziende situate all’estero, attraverso il passaporto mortuario, rilasciato dal Comune di residenza.

E, parafrasando un famoso slogan pubblicitario, più che mai è il caso di dire che “un diamante è per sempre!”

Nato lo stesso anno in cui l'uomo sbarcò sulla Luna, l'autore ha intrapreso, all'inizio della propria adolescenza, gli studi scientifici, conseguendone la maturità verso la fine degli anni '80. Da oltre 20 anni ha incominciato a lavorare nel campo dell'ICT, senza trascurare il proprio impegno in diverse attività sociali (in Croce Rossa, presso la Mensa don Tonino Bello e come educatore in Azione Cattolica).

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