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Dieta del gruppo sanguigno: come funziona per A, B, 0 e AB

Sono diversi anni, grazie anche all’avvento massiccio dei social network, che anche la dieta del gruppo sanguigno ha trovato largo seguito ed esistono molte testimonianze di chi sostiene di stare meglio in salute da quanto segue il regime alimentare ideato circa 15 anni fa da Peter D’Adamo e trasportato in Italia dal Dottor Mozzi. A fronte di queste testimonianze, non esistono studi scientifici che avvalorino empiricamente l’emodieta, anzi lo studio portato avanti da Ahmed El-Sohemy, docente di nutrigenomica all’università canadese di Toronto, dopo aver fatto ricerche su oltre 1500 persone è arrivato a tutt’altro risultato: “L’ipotesi era intrigante, per questo l’abbiamo messa alla prova” ha spiegato El-Sohemy; “Ma dopo aver valutato così tante persone credo sia corretto dire che la teoria alla base della dieta del tipo sanguigno è falsa”.

La dieta del gruppo sanguigno nel frattempo però continua a trovare adepti ed è più famosa che mai. Come funziona allora? Per prima cosa bisogna spiegare che questo regime alimentare sosterrebbe che ogni gruppo sanguigno (A, B, 0 e AB) deriverebbe da diversi periodi storici e sarebbe appartenuto ad antenati in zone della Terra diverse. Questo porterebbe al fatto che ad ogni gruppo sanguigno corrisponderebbero alimenti “sì” ovvero che il corpo deve assumere per stare bene e alimenti “no” per colpa dei quali il fisico non funziona bene.

Seguendo il regime alimentare descritto dalla dieta del gruppo sanguigno per ogni tipologia, ovvero A, B, 0 e AB, le persone non solo dovrebbero dimagrire ma anche stare meglio fisicamente poiché il sistema immunitario si andrebbe a rafforzare. Proprio per questo infatti solo poco tempo fa il Dottor Mozzi affermava che “Non si tratta di una dieta per dimagrire, è adatta per chi non vuole ammalarsi”.

Credit Foto:  Kiselev Andrey Valerevich / Shutterstock

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