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Dimissioni Boschi: cosa succede al ministro delle Riforme e qual è il suo futuro

Dimissioni Boschi: cosa succede al Ministro delle Riforme

Nelle ultime ore, in seguito alle dimissioni rassegnate da Matteo Renzi in qualità di Presidente del Consiglio, sul web si è scatenata una piccola ‘forma’ di rivolta popolare chiedendo a gran voce anche la ‘testa’ di Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme dell’esecutivo targato Renzi.

Dimissioni Boschi: ecco perché non può dimettersi

Perché Maria Elena Boschi non può dimettersi? Pur sembrando paradossale doverlo spiegare, cerchiamo di analizzare punto per punto: un Ministro, facente parte capo di una squadra di Governo, dipende dal Presidente del Consiglio. A dimettersi, nella notte a cavallo tra domenica e lunedì, non è stato solo Matteo Renzi, bensì tutta la squadra di Governo.

Dimissioni Boschi: cosa sarebbe successo se non fossero stati d’accordo?

Qualora le dimissioni di Matteo Renzi non siano state ‘apprezzate’ dalla squadra di Governo non cambierebbe nulla a livello istituzionale. Infatti, potrebbero esserci dei risvolti meramente politici. Come già stiamo vedendo con Delrio che ieri ha sottolineato come, all’interno del Consiglio dei Ministri, ci siano stati diversi malumori per queste dimissioni.

Dimissioni Boschi: quale futuro per l’ex Ministro delle Riforme?

Quale sarà il futuro di Maria Elena Boschi? Presto per dirlo, difficilmente la vedremo leader del Partito Democratico: la sua figura non è molto amata dagli elettori e, più volte, la stessa ministra toscana è stata al centro delle polemiche, specie per il caso Banca Etruria.

Dimissioni Renzi, successore: scenari possibili

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi ora cosa succede? Se lo chiedono in molti in queste ora, a partire da quei 19 milioni di elettori che hanno votato “No” alla riforma costituzionale ed hanno mandato un messaggio fortissimo al premier, “mandandolo a casa”.
Le ipotesi sul tappeto sono molte:

Soluzione istituzionale: governo Grasso

Verrebbe affidato un incarico a Pietro Grasso, attuale presidente del Senato. Un governo guidato dalla seconda carica dello Stato potrebbe trovare il consenso di altre forze politiche: per fare cosa? Anche in questo caso il governo avrebbe un mandato limitato al completamento della legge di stabilità ed alla nuova legge elettorale, per traghettare poi il paese alle elezioni in primavera.

Soluzione tecnica: governo Padoan

In questo caso il governo sarebbe affidato all’attuale ministro dell’economia Piercarlo Padoan. Si tratterebbe quindi di una soluzione “tecnica”, che possa rassicurare i mercati finanziari dopo lo scossone referendario. Difficile che questa soluzione prenda quota, per l’opposizione netta del fronte uscito vincitore dalle urne del 4 dicembre 2016, con la sola Forza Italia possibilista. Anche in questo caso un governo del genere difficilmente potrà durare molto, ma l’orizzonte si allungherebbe, forse ad un anno o al tempo necessario per completare parte del programma economico già avviato dal Governo Renzi.

Soluzione Renziana: Paolo Gentiloni

L’asse renziana del Partito Democratico, invece, parrebbe spingere per Paolo Gentiloni, una soluzione che potrebbe favorire continuità con lo stesso esecutivo che si dimetterà venerdì. Ma un’idea non caldeggiata da alcuni ministri dello stesso Governo Renzi, come ad esempio Giovanni Delrio, preoccupato per il malcontento in cui Renzi ha lasciato la squadra di Governo.

Fuori Onda anticipazioni

Soluzione Voto Anticipato: l’idea di Angelino Alfano

A Porta a Porta, ospite ieri sera, Angelino Alfano, Ministro degli Interni dell’esecutivo uscente, ha ricordato come analoga situazione si sia registrata nel dicembre 2012 con le dimissioni rassegnate da Monti e le elezioni del febbraio 2013 che, però, non portarono a un nulla di fatto data la mancata vittoria del Partito Democratico e di Forza Italia. Successivamente, infatti, toccò al Governo tecnico di Letta.

Primarie PD: ecco quando saranno

A tal proposito, è bene sottolineare come il voto anticipato non sia la strada più semplice da percorrere a causa di uno stato di confusione interna al Partito Democratico: domani, mercoledì 7 dicembre 2016, ore 15, ci sarà la riunione tra i vertici del PD. Si paventa l’ipotesi di un addio di Matteo Renzi. Successivamente, si inizierà a pensare alle primarie del PD.

Dimissioni Renzi: “Un anno sabbatico”

Il Presidente del Consiglio uscente, come riportano Repubblica e La Stampa, avrebbe dichiarato a confidenti che la sua idea sarebbe quella di prendersi: “Un anno sabbatico, fare un viaggio con Agnese, abbandonare tutto. Ma ho degli impegni nei confronti dell’Italia e gli amici del PD non me lo permetterebbero.”

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Primarie centro-destra: Salvini e la sua proposta

Negli studi di Porta a Porta, Matteo Salvini ha sottolineato la necessità di portare al voto gli italiani per far esprimere loro la preferenza su chi debba essere il leader del centro-destra. “Gli italiani hanno dimostrato che vogliono votare, il Referendum parla chiaro.” ha detto il leader del Carroccio.

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