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Dimissioni Renzi: Legge di Bilancio domani in Senato, bagarre interna PD

Legge di Bilancio domani in Senato

Domani, 7 dicembre 2016, si avvierà l’iter per l’approvazione della Legge di Bilancio in Senato, senza modifica alcuna. Questo è stato deciso al termine della riunione della Maggioranza. Dunque, domattina nell’aula del Senato ci sarà il voto di fiducia sull’articolo 1 del Ddl di Bilancio, che contiene la manovra e così i tempi saranno molto accorciati.

Legge di Bilancio in Senato: l’iter di domani 7 dicembre 2016

Come riportato da La Repubblica, domani il Senato discuterà la Legge di Bilancio. L’assemblea avvierà l’esame del provvedimento alle 9,30, con la relazione e l’eventuale voto sulle questioni pregiudiziali. Sempre alle 9,30 è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. La prima chiamata sul voto di fiducia inizierà alle 13,30. Alle 14,30-14,45 inizierà la votazione della II sezione del provvedimento con gli stanziamenti dei ministeri composto di altri 18 articoli. Il voto finale del Ddl di Bilancio sarà con votazione elettronica, e potrebbe essere già domani. La commissione Bilancio si riunirà nella giornata di oggi e stanotte.

Dimissioni Renzi, successore: lo stato attuale

Le Dimissioni di Renzi, in gergo giornalistico, sono state congelate fino all’approvazione della Legge di Bilancio 2017 che dovrebbe trovare ratificazione entro pochi giorni. Non dovrebbe esserci la cosiddetta ‘navetta’ tra Senato e Camera, con Matteo Renzi che potrà dimettersi dal proprio incarico al termine del suo ultimo iter legislativo. Così hanno stabilito con Mattarella dopo l’incontro avvenuto ieri sera, 5 dicembre 2016, al Quirinale.

mattarella e renzi

Dimissioni Renzi, successore: scenari possibili

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi ora cosa succede? Se lo chiedono in molti in queste ora, a partire da quei 19 milioni di elettori che hanno votato “No” alla riforma costituzionale ed hanno mandato un messaggio fortissimo al premier, “mandandolo a casa”.
Le ipotesi sul tappeto sono molte:

Piero Grasso a Ballarò

Soluzione istituzionale: governo Grasso

Verrebbe affidato un incarico a Pietro Grasso, attuale presidente del Senato. Un governo guidato dalla seconda carica dello Stato potrebbe trovare il consenso di altre forze politiche: per fare cosa? Anche in questo caso il governo avrebbe un mandato limitato al completamento della legge di stabilità ed alla nuova legge elettorale, per traghettare poi il paese alle elezioni in primavera.

Soluzione tecnica: governo Padoan

In questo caso il governo sarebbe affidato all’attuale ministro dell’economia Piercarlo Padoan. Si tratterebbe quindi di una soluzione “tecnica”, che possa rassicurare i mercati finanziari dopo lo scossone referendario. Difficile che questa soluzione prenda quota, per l’opposizione netta del fronte uscito vincitore dalle urne del 4 dicembre 2016, con la sola Forza Italia possibilista. Anche in questo caso un governo del genere difficilmente potrà durare molto, ma l’orizzonte si allungherebbe, forse ad un anno o al tempo necessario per completare parte del programma economico già avviato dal Governo Renzi.

Soluzione Renziana: Paolo Gentiloni

L’asse renziana del Partito Democratico, invece, parrebbe spingere per Paolo Gentiloni, una soluzione che potrebbe favorire continuità con lo stesso esecutivo che si dimetterà venerdì. Ma un’idea non caldeggiata da alcuni ministri dello stesso Governo Renzi, come ad esempio Giovanni Delrio, preoccupato per il malcontento in cui Renzi ha lasciato la squadra di Governo.

Fuori Onda anticipazioni

Soluzione Voto Anticipato: l’idea di Angelino Alfano

A Porta a Porta, ospite ieri sera, Angelino Alfano, Ministro degli Interni dell’esecutivo uscente, ha ricordato come analoga situazione si sia registrata nel dicembre 2012 con le dimissioni rassegnate da Monti e le elezioni del febbraio 2013 che, però, non portarono a un nulla di fatto data la mancata vittoria del Partito Democratico e di Forza Italia. Successivamente, infatti, toccò al Governo tecnico di Letta.

Primarie PD: ecco quando saranno

A tal proposito, è bene sottolineare come il voto anticipato non sia la strada più semplice da percorrere a causa di uno stato di confusione interna al Partito Democratico: domani, mercoledì 7 dicembre 2016, ore 15, ci sarà la riunione tra i vertici del PD. Si paventa l’ipotesi di un addio di Matteo Renzi. Successivamente, si inizierà a pensare alle primarie del PD.

bersani renzi commenti pd

Rottura PD: scissione con l’area DEM

Non tutto il Pd, però, sembra voler andare subito al voto. Ad esempio, la sinistra DEM lo ha detto apertamente mentre per un prolungamento di qualche mese della legislatura sarebbe Areadem, la corrente che fa capo a Dario Franceschini, ovvero l’area che ha la maggioranza sia nei gruppi parlamentari che nella direzione. Mentre Pierluigi Bersani, interpellato dai cronisti, risponde: “Le urne anticipate? Non si vince sulle macerie del Paese e nello stesso modo – aggiunge – non si può neanche perdere sulle macerie del Paese. Perché è lì che stiamo andando…”.

Dimissioni Renzi: “Un anno sabbatico”

Il Presidente del Consiglio uscente, come riportano Repubblica e La Stampa, avrebbe dichiarato a confidenti che la sua idea sarebbe quella di prendersi: “Un anno sabbatico, fare un viaggio con Agnese, abbandonare tutto. Ma ho degli impegni nei confronti dell’Italia e gli amici del PD non me lo permetterebbero.”

matteo-renzi

Primarie centro-destra: Salvini e la sua proposta

Negli studi di Porta a Porta, Matteo Salvini ha sottolineato la necessità di portare al voto gli italiani per far esprimere loro la preferenza su chi debba essere il leader del centro-destra. “Gli italiani hanno dimostrato che vogliono votare, il Referendum parla chiaro.” ha detto il leader del Carroccio.

SCOSSA TERREMOTO TRA L'AQUILA E RIETI

Lista dei terremoti in tempo reale INGV, sciame sismico in atto: le scosse del 6 dicembre

Replica Il Segreto oggi 6 dicembre 2016: ecco dove vedere la puntata