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Dimissioni Renzi: manovra-lampo e successore, le ultimissime

Dimissioni Renzi: ipotesi manovra lampo

Tra poco sapremo quale sarà la decisione finale. Le dimissioni di Renzi lasciano una serie di possibilità aperte: la più accreditata, al momento, è quella che vede l’attuale Presidente del Consiglio al proprio posto fino all’approvazione della Legge di Bilancio da varare in Senato in tempi brevissimi, già entro venerdì

Dimissioni Renzi: Consiglio dei Ministri ore 18:30

Le Dimissioni di Renzi saranno discusse alle ore 18.30. Per quell’ora, infatti, è prevista la riunione del Consiglio dei ministri già annunciata ieri dal segretario del PD.

Dimissioni Renzi: il commento di Confindustria

La vittoria del NO al Referendum Costituzionale e le conseguenti dimissioni di Matteo Renzi sono una sconfitta per Confindustria? “Significa che l’elettorato si è espresso. Confindustria è orgogliosa della sua posizione e ha sottolineato una importante identità – ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, partecipando all’insediamento a Benevento del nuovo presidente locale, Filippo Liverini – Confindustria non segue sondaggi né esiti elettorali  e conferma la sua idea: la Riforma è la precondizione per mandare avanti il Paese”

Dimissioni Renzi: Mattarella e il colloquio di questa mattina

Le dimissioni di Matteo Renzi sono la notizia del giorno, se non della settimana. Stanno coinvolgendo non solo la stabilità politica italiana ma anche quella europea. C’è grande interesse nel capire come evolverà la situazione politica italiana. Intanto, stamattina, lunedì 5 dicembre 2016, Matteo Renzi è stato ricevuto, in via ufficiosa, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il colloquio tra i due, così come riportato da fonti interne al Partito Democratico, sarebbe durato oltre un’ora con la proposta, del Presidente della Repubblica, di un Renzi bis. Idea, però, respinta dal segretario del PD.

Dimissioni Renzi: quale Governo

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi ora cosa succede? Se lo chiedono in molti in queste ora, a partire da quei 19 milioni di elettori che hanno votato “No” alla riforma costituzionale ed hanno mandato un messaggio fortissimo al premier, “mandandolo a casa”.
Le ipotesi sul tappeto sono molte:

Dimissioni di Renzi respinte da Mattarella

Il Governo verrebbe “rinviato alle Camere” dove avrebbe comunque la fiducia. Certo, dopo la sconfitta referendaria rimarrebbe in carica giusto il tempo per approvare la legge di stabilità ed una nuova legge elettorale. Attualmente è l’ipotesi meno probabile di tutte per via dell’indisponibilità di Matteo Renzi, evidente nelle parole pronunciate dal premier ieri sera.

Soluzione istituzionale: governo Grasso

Verrebbe affidato un incarico a Pietro Grasso, attuale presidente del Senato. Un governo guidato dalla seconda carica dello Stato potrebbe trovare il consenso di altre forze politiche: per fare cosa? Anche in questo caso il governo avrebbe un mandato limitato al completamento della legge di stabilità ed alla nuova legge elettorale, per traghettare poi il paese alle elezioni in primavera.

Soluzione tecnica: governo Padoan

In questo caso il governo sarebbe affidato all’attuale ministro dell’economia Piercarlo Padoan. Si tratterebbe quindi di una soluzione “tecnica”, che possa rassicurare i mercati finanziari dopo lo scossone referendario. Difficile che questa soluzione prenda quota, per l’opposizione netta del fronte uscito vincitore dalle urne del 4 dicembre 2016, con la sola Forza Italia possibilista. Anche in questo caso un governo del genere difficilmente potrà durare molto, ma l’orizzonte si allungherebbe, forse ad un anno o al tempo necessario per completare parte del programma economico già avviato dal Governo Renzi.

padoan

Dimissioni Renzi: quando ci saranno le elezioni

Quando ci saranno le prossime elezioni politiche? Prima di tutto prende quota l’ipotesi che sia rivista la legge elettorale, almeno così sostiene Matteo Renzi e con lui la maggioranza che ancora c’è in Parlamento. L’ipotesi di una nuova legge elettorale vedrebbe d’accordo anche Silvio Berlusconi e Forza Italia, diversamente dal Movimento 5 Stelle che invece da ieri sera chiede che si vada a votare subito.
In ogni caso, anche se prevalesse questa ultima ipotesi, non si andrebbe a votare prima di fine marzo inizio aprile 2017, questo perché la legge di stabilità 2017 deve ancora completare il suo iter prima dell’eventuale scioglimento delle camere e difficilmente questo accadrà prima del 30 dicembre.

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