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Dimissioni Renzi: il segretario PD lascia il Quirinale, dimissioni dopo ok manovra

Dimissioni Renzi: il comunicato del Quirinale

“Il Presidente della Repubblica ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi.

Il Presidente del Consiglio, a seguito dell’esito del referendum costituzionale tenutosi nella giornata di ieri, ha comunicato di non ritenere possibile la prosecuzione del mandato del Governo e ha pertanto manifestato l’intento di rassegnare le dimissioni.

Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento.”

Dimissioni Renzi: Consiglio dei Ministri ‘lampo’

Iniziato con qualche minuto di ritardo, intorno alle ore 18:50 rispetto alle prospettate 18:30, il Consiglio dei Ministri è durato pochissimo. Matteo Renzi, infatti, ha confermato semplicemente la propria volontà di rassegnare le dimissioni. Le stesse, però, verranno formalizzate solo venerdì dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2017.

Dimissioni Renzi: il segretario del PD al Quirinale

Intorno alle ore 19:00 Matteo Renzi ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi al Quirinale, da Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica. Dopo l’incontro informale di questa mattina, il segretario del PD e Mattarella hanno concordato sul da farsi. Dimissioni congelate fino a venerdì, 9 dicembre 2016, giorno in cui sarà approvata la Legge di Bilancio 2017.

Dimissioni Renzi: fiducia tecnica? Il no di Forza Italia

“Le strane ipotesi che circolano su un possibile congelamento della crisi del governo Renzi, con l’approvazione accelerata della legge di bilancio grazie addirittura a cosiddette “fiducie tecniche”, sono del tutto impraticabili. Il No al Referendum è un voto di sfiducia a Renzi e alla sua attività di governo nel suo complesso”. Lo hanno affermato in una nota congiunta i capigruppo di Forza Italia al Senato e alla Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta.

Dimissioni Renzi: quale Governo

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi ora cosa succede? Se lo chiedono in molti in queste ora, a partire da quei 19 milioni di elettori che hanno votato “No” alla riforma costituzionale ed hanno mandato un messaggio fortissimo al premier, “mandandolo a casa”.
Le ipotesi sul tappeto sono molte:

Soluzione istituzionale: governo Grasso

Verrebbe affidato un incarico a Pietro Grasso, attuale presidente del Senato. Un governo guidato dalla seconda carica dello Stato potrebbe trovare il consenso di altre forze politiche: per fare cosa? Anche in questo caso il governo avrebbe un mandato limitato al completamento della legge di stabilità ed alla nuova legge elettorale, per traghettare poi il paese alle elezioni in primavera.

Soluzione tecnica: governo Padoan

In questo caso il governo sarebbe affidato all’attuale ministro dell’economia Piercarlo Padoan. Si tratterebbe quindi di una soluzione “tecnica”, che possa rassicurare i mercati finanziari dopo lo scossone referendario. Difficile che questa soluzione prenda quota, per l’opposizione netta del fronte uscito vincitore dalle urne del 4 dicembre 2016, con la sola Forza Italia possibilista. Anche in questo caso un governo del genere difficilmente potrà durare molto, ma l’orizzonte si allungherebbe, forse ad un anno o al tempo necessario per completare parte del programma economico già avviato dal Governo Renzi.

padoan

Soluzione Renziana: Paolo Gentiloni

L’asse renziana del Partito Democratico, invece, parrebbe spingere per Paolo Gentiloni, una soluzione che potrebbe favorire continuità con lo stesso esecutivo che si dimetterà venerdì. Ma un’idea non caldeggiata da alcuni ministri dello stesso Governo Renzi, come ad esempio Giovanni Delrio, preoccupato per il malcontento in cui Renzi ha lasciato la squadra di Governo.

Dimissioni Renzi: quando ci saranno le elezioni

Quando ci saranno le prossime elezioni politiche? Prima di tutto prende quota l’ipotesi che sia rivista la legge elettorale, almeno così sostiene Matteo Renzi e con lui la maggioranza che ancora c’è in Parlamento. L’ipotesi di una nuova legge elettorale vedrebbe d’accordo anche Silvio Berlusconi e Forza Italia, diversamente dal Movimento 5 Stelle che invece da ieri sera chiede che si vada a votare subito.
In ogni caso, anche se prevalesse questa ultima ipotesi, non si andrebbe a votare prima di fine marzo inizio aprile 2017, questo perché la legge di stabilità 2017 deve ancora completare il suo iter prima dell’eventuale scioglimento delle camere e difficilmente questo accadrà prima del 30 dicembre.

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