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Direzione PD Diretta Video, Matteo Renzi si è dimesso: “Ma rispettare l’esito del voto”

Direzione Pd, Matteo Renzi si è dimesso

Direzione PD, Matteo Renzi si è dimesso oggi, lunedì 13 febbraio 2017. Dunque, ci sarà il Congresso prima del voto per scegliere chi sarà il nuovo segretario del Partito Democratico. Di seguito, l’intervento integrale dell’ex Premier durante l’assemblea del PD di oggi.

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ore 16:10 – Matteo Renzi: “Non mettetemi nei TG”

“Lasciatemi fuori dal pastone dei TG per questi mesi.” 

“Chi vuole giocarsi la carta della contendibilità della leadership è il benvenuto. Qui parliamo di polizze vita e caminetti, fuori da qui ci sono Trump e la Le Pen.

ore 16:07 – Matteo Renzi: “Cosa dico ai miei avversari”

“Vinca il migliore, ma credo che ci voglia rispetto per i nostri iscritti. Tutte le volte che si dice che abbiamo fatto gli interessi dei potenti un iscritto non rinnova la tessera. Viene meno il sentimento di fiducia tra di noi. Anche la vittoria del Referendum ci avrebbe portato a una chiusura. La sconfitta al Referendum è una sconfitta chiara e netta.”

ore 15:51 – Matteo Renzi: “Non decido io quando si vota”

“Rivincita Referendum? Ma magari. Era una partita secca, io ho perso. Penso che il danno lo paghiamo in termini istituzionale. La riforma era una partita a sé stante. Le elezioni non sono rivincita rispetto al Referendum. Quello è cassato, andato, perso. Mi sono assunte tutte le responsabilità.”

“Si fa il Congresso perché si vuole decidere il voto. Prima non si faceva il Congresso perché si voleva votare. Voto elezioni politiche e Congresso sono due concetti divisi. Io non sono il Presidente del Consiglio, mai Ministro degli Interni, non sarò mai Presidente della Repubblica, il tema di quando si vota non lo decido io.”

“Il Congresso del PD non si fa per decidere il giorno in cui si andrà a votare. Da qui a un anno si dovrà votare. Facciamoci trovare pronti.”

ore 15:48 – Matteo Renzi: “Democrazia interna”

“Tra le letture di queste settimane, alcuni libri me li ha pure suggeriti Gentiloni. Erri De Luca non lo cito ma è un grandissimo scrittore, anche se gli stiamo antipatici: il nome ebraico contiene il destino. Ma è anche bella l’immagine del nome che contiene il destino. Forse non abbiamo gli algoritmi giusti. Ma abbiamo la democrazia interna.”

“La democrazia interna non è a tempo, ma rispettare l’esito del voto.”

ore 15:47 – Matteo Renzi: “Mi dimetto”

“Chiediamo il Congresso perché non sarò mai il garante di un Patto. Se volete quello prendetene un altro. Si chiude un ciclo: non avevamo casa in Europa, avevamo tantissimi problemi, io sono entrato il 15 dicembre 2013.”

“Vinca chi ha le idee migliori e chi si mette in gioco e non vince, dia una mano a chi ha vinto, non lasci da solo. Non faccia ciò che è avvenuto alle ultime elezioni di Roma.”

“Non potete prendere in giro la gente. Prendete in giro per me. Torniamo alla politica. A fronte di quel che accade, torniamo alla politica. Noi vi aspettiamo lì. Siamo altrove.”

“Il 41% del Referendum non è tutto per noi, ma anche agli amici del no che il 59% è solo in minima parte. Loro non avevano una strategia condivisa. Ma aspettavo anche la Riforma Costituzionale in 6 mesi. Ancora non la vedo… io però non voglio scegliere scorciatoie.

Non abbiamo chiesto la conta interna. Facciamo contendibilità politica. Facciamo le primarie. E niente Statuto. E allora cosa c’è? Il Congresso. Ah, torniamo indietro… forse ero io che non capivo allora.

ore 15:37 – Matteo Renzi: “Il populista può urlare e basta”

“Il populista può urlare e basta, noi non possiamo permettercelo. Dobbiamo sporcarci le mani ed essere capaci di fare proposte. Vale per il Partito Democratico in questa fase perché noi non possiamo continuare a fare una discussione tra di noi e basta.

“Quando si tratta di dare una mano concreta per aiutare l’Italia, però, scompaiono tutti lasciando il sud Italia e gli amici siciliani da soli.”

“Sarà interessante parlare di fisco a livello europeo. Ma non possiamo avere 2-3 paradisi fiscali e gli altri inseguono su 28 componenti della comunità europea.”

ore 15:30 – Matteo Renzi si dimette?

“Il Partito Democratico è il più grande partito in Europa su questi temi. Ma discute di scissione e congresso.

Scissione è un momento drammatico. Ma non ho mai immaginato che si dovesse mettere scissione sul calendario, o fare il congresso prima delle elezioni. Credo sia buon senso da parte di chi ha responsabilità nei confronti di una comunità sia quando sia maggioranza che minoranza. Accetto l’invito a fare il congresso prima delle elezioni.

Scissione? Non ne voglio. Se deve essere, che sia senza alibi, non con alibi del calendario. Il Congresso del PD debba essere un’alternativa per il renzismo. Troppo onore. Dovrebbe essere un’alternativa al grillismo o al trumpismo.

Ad amici e compagni della minoranza voglio dire: ‘non sarete mai i nostri avversari, per noi non sono qui gli avversari, ed è bene ridirselo proprio adesso.’

La sfida è presentare un’alternativa valida. Noi abbiamo collaborato, nel giugno 2014, a un documento fondamentale per la crescita europea ed è nato lì il piano Junker. L’Europa non ci ha mai concesso margini di flessibilità, ce li siamo presi da soli, con una battaglia politica.

Questo Congresso dovrà essere su alcune tesi di fondo: cultura e identità. Se noi scegliamo la società aperta la parola identità non è un valore di destra ma costitutivo della cittadinanza. Se tu accetti la sfida del confronto devi essere consapevole.

Con Trump presidente sarà scontato che la NATO modifichi il proprio atteggiamento.

*** L’ANNUNCIO DI MATTEO RENZI ****

ore 15:28 – Matteo Renzi: “La Le Pen? Non prendo in esame la sua ultima provocazione. E spero sia solo una provocazione. Ma tocca tasti molto più importanti di Italicum, segretario del PD. Questo è il tema da affrontare.”

ore 15:26 – Matteo Renzi: “Voglio cambiare le regole europee, non è facile né semplice ma è un dovere morale per chi ha fatto una battaglia in questi anni. Con Martin Schultz abbiamo discusso come discutere che vedrà il Governo Gentiloni affrontare momenti e snodi fondamentali.

La Francia teme la vittoria della Le Pen, lei dal punto di vista comunicativo è straordinaria: donna di legge, identità francese ed europea, ma lo fa in maniera ben diversa. Guai a sottovalutare quel che succederà tra aprile e maggio in Francia.”

ore 15:24 – Matteo Renzi: “Obama ha fatto meglio di tutti, neanche Clinton ha fatto così bene. Ma alla fine il declino del ceto medio e dell’età dell’oro produce una sconfitta. Europa a due velocità? Io la vedo ferma. Non si muove.”

ore 15:21 – Matteo Renzi: “Sicurezza deve essere una parola di sinistra. Chi si esalta per le parole di Trump forse dimenticano che se lo facessimo in Italia saremmo in ginocchio e tutte quelle realtà che investono sull’estero. Globalizzazione penalizza i poveri? Non è così, ma mette in crisi il ceto medio. Noi abbiamo il ceto medio che soffre più di tutti le conseguenze della crisi.”

ore 15:19 – Matteo Renzi: “Donald Trump è una rivoluzione degli ultimi anni di politica americana. Lui sta portando una rivoluzione e per questo ha vinto. Il muro in America c’era già, i respingimenti c’erano già, non ci prendiamo in giro… Con Trump cosa cambia? Con l’ordine esecutivo propone un’America diversa. Muro bisogno fisico per proteggerti, ma anche per incatenarti.”

ore 15:18 – Matteo Renzi: “La caduta di un uomo è il momento più bello per risollevare un uomo. Scomparso il futuro della politica italiana.”

ore 15:16 – Matteo Renzi: “Colpa mia la sconfitta, me la sono presa tutta. Dopo che si verifica una rottura di questo genere è naturale una reazione e contro-reazione. Se vai su Google, però, emerge un dato sconvolgente. Direi basta, non è immaginabile una situazione del genere. Abbiamo ridato speranza agli italiani. Abbiamo fatto analisi voto. Io mi sono dimesso e non sono più a Palazzo Chigi. Se uno perde è giusto che paghi pegno per quello che ha commesso. La personalizzazione errore della campagna elettorale? Ok, allora depersonalizziamo almeno il segretario del PD.”

ore 15:14 – Matteo Renzi: “Stiamo tornando indietro, ci chiediamo dal post-Referendum quando si fa il Congresso, quando finisce la legislatura. La politica è incentrata su accuse e litigi e non più solo proposte, non vale solo in casa nostra, ma soprattutto interne al Partito Democratico. Tutti stanno litigando, sia chiaro.”

ore 15:12 – Introduce Matteo Orfini.

ore 15:11 – Presente anche il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

ore 15:10 – Introduzione con Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani

Direzione PD diretta. Oggi, lunedì 13 febbraio 2017, il giorno della verità. Matteo Renzi si dimetterà da segretario del PD? Dalla sede del Partito Democratico, a Roma, è tutto pronto per il giorno decisivo. Ci saranno le Primarie PD per decretare il segretario del Partito Democratico? Tra pochi minuti tutte le risposte di Matteo Renzi, ex Presidente del Consiglio dimessosi lo scorso dicembre dopo la sconfitta al Referendum del 4 dicembre 2016.

Renzi intende proporre subito il congresso, in vista del quale è pronto a dimettersi, o le primarie per avere con “un grande coinvolgimento una leadership legittimata da un passaggio popolare”. Questo, a patto che, avverte in una lettera da inviare oggi dopo la direzione a tutti gli iscritti, “chi perde rispetti l’esito del voto”.

Direzione PD diretta: dalle ore 14.30 diretta Facebook sulla pagina ufficiale del Partito Democratico, ecco l’annuncio.

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*NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO*

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