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Disastri nucleari, da Fukushima a Chelyabinsk in compagnia del documentarista Alessandro Tesei

Il documentarista Alessandro Tesei ci accompagna a Fukushima e Chelyabinsk raccontandoci la storia e l’attualità di due zone teatro di gravi disastri nucleari. Marchigiano di origine, Tesei si diploma con tesi sul documentarismo sociale all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Compie due viaggi a Fukushima, nel 2011 e 2012 per raccontare il disastro ecologico avvenuto con l’esplosione della centrale e le storie di chi vive nelle aree contaminate. Da questa esperienza realizza il lungometraggio “Fukushame – Il Giappone perduto” vincitore di diversi premi internazionali quali l’Energy Award (USA) e lo Yellow Oscar all’Uranium Film Festival in Brasile ed il cortometraggio “Fukushima no Daimyo”, anch’esso vincitore di diversi riconoscimenti all’estero ed in patria. Nel 2013 insieme alla Onlus Mondo in cammino, al fotografo Pierpaolo Mitica ed al ricercatore Michele Marcolin si reca in Russia nella regione di Chelyabinsk e realizza il documentario “Behind the Urals – the nightmare before Chernobyl”.

Fukushima, 11 marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9 si scatena al largo del Giappone nord-orientale provocando uno Tsunami che devasta 500 km di coste e provoca gravi incidenti alla centrale nucleare. Materiale radioattivo si propaga nell’atmosfera in quantità elevata e grande velocità, tanto che alle 18:25 del 12 marzo 2011 l’area contaminata e precauzionalmente evacuata è estesa ben 20 km. Le conseguenze di questo incidente perdurano e potrebbero aumentare nel futuro. Giornalmente vengono scaricate in mare 300 tonnellate di acqua radioattiva, il processo di decontaminazione delle zone inquinate è stato poco e di dubbia utilità ed il governo giapponese sta forzando il ritorno degli abitanti in aree ancora fortemente radioattive.

Alla fine del 1940 ad 80 km dalla città di Chelyabinsk fu costruito il complesso di produzione di armi atomiche di Mayak. Diversi furono i disastri ecologici provocati nella zona. Tra il 1949 e il 1952 vennero scaricati nel fiume Techa 76 milioni di metri cubi di rifiuti contaminati. Il 29 settembre 1957 esplose un serbatoio di stoccaggio di rifiuti radioattivi liberando una nube tossica che si sparse per 2300 kmq contaminando una superficie pari alla Sicilia ed immettendo nell’atmosfera il doppio del materiale contaminato rilasciato dall’esplosione di Chernobyl. Nel 1967 i laghi Karachay e Boloto furono utilizzati come valvola di sfogo per alleggerire la quantità di rifiuti rilasciati nel Techa. Durante l’estate del 1967 il caldo prosciugò il lago Karachay ed i venti sparsero scorie radioattive in un’area di 2200 km. La somma di questi, più altri incidenti ha provocato la contaminazione di un’area di 400 Km di diametro e rilasciato nell’atmosfera materiale radioattivo in quantità 20 volte superiore a Chernobyl. Dal 2003 è stato ufficialmente vietato all’impianto di Mayak di continuare a versare nel Techa altri rifiuti, ma ad oggi nulla è cambiato. Sul sito di Alessandro Tesei potrete approfondire queste ed altre tematiche legate agli incidenti nucleari: www.alessandrotesei.com

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