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Dissesto idrogeologico in Italia: «Con i 3 condoni 10 milioni di cittadini a rischio frane e alluvioni»

«Con i 3 condoni che hanno graziato tutti ci ritroviamo con 10 milioni di italiani appesi al rischio di frane e alluvioni». Erasmo De Angelis, già sottosegretario delle infrastrutture e dei trasporti nel governo Letta ed ex coordinatore di Italia sicura, parla ai microfoni di Radio Cusano Campus e a proposito di dissesto idrogeologico in Italia punta il dito contro i condoni. Poi parla anche di Casa Italia, il dipartimento nato durante il governo Renzi che doveva diventare una vera e propria task force contro il dissesto idrogeologico (qui sotto la mappa del dissesto idrogeologico in Italia aggiornata al 2018 a cura dell’Ispra, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, ndr).

dissesto idrogeologico in Italia

Dissesto idrogeologico in Italia: «Il problema oggi è difendersi»

Sul dissesto idrogeologico in Italia De Angelis è categorico: colpa dei troppi condoni e dell’assenza di piani urbanistici attenti alla prevenzione del rischio. «L’Italia è un Paese esposto ad una marea di grandi rischi naturali – ha affermato De Angelis – Siamo il Paese più bello del mondo, ma più ad alto rischio. Ci voleva tanta cautela per urbanizzare, per costruire bene. C’è un dato che mi fa impazzire: nei 2000 anni fino al 1950 il costruito in Italia occupava il 2,9% del territorio nazionale, nell’arco di 60 anni siamo arrivati a 7,9%. C’è un disaccoppiamento tra crescita della popolazione e aumento delle cubature di costruzioni edilizie».

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«Sicuramente –  prosegue De Angelis – le città si devono espandere, ma non sulle rive dei fiumi, dei mari, nei parchi. Con i 3 condoni che hanno graziato tutti ci ritroviamo con 10 milioni di italiani appesi al rischio di frane e alluvioni. Il problema oggi è difendersi. Non abbiamo mai avuto una tecnologia come quella di oggi che ci consente addirittura di manovrare i fiumi. Come è stato gestito l’Arno una settimana fa è stato meraviglioso. Bisogna intervenire in tempo, fare delle opere per prevenire. I 4 miliardi spesi ogni anno per riparare i danni sarebbe meglio spenderli per prevenire. Questo tema purtroppo non è nella Serie A della politica, è nella Serie D».

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Che cosa avrebbe dovuto fare Italia Sicura

Nei governi Renzi e Gentiloni De Angelis fu coordinatore di Italia Sicura. «Il senso di quell’operazione lì che poi si doveva trasferire nel dipartimento Casa Italia era di mettere in piedi una task force che lavorasse notte e giorno su questo tema. E’ stato un inizio. In tre anni abbiamo ritagliato tante risorse che sono ancora ferme lì in gran parte. Abbiamo riaperto 1500 cantieri. Ma si tratta di una cosa che deve andare avanti per almeno 15-20 anni. Bisognerebbe riempire Casa Italia di tecnici, progettisti, persone che ci mettano passione per sistemare questo Paese».

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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