in

Disturbi dell’alimentazione: verranno identificati con una risonanza al cervello

I disturbi dell’alimentazione in futuro potranno essere identificati con una risonanza magnetica al cervello. Uno studio condotto dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, pubblicato sul portale Behavioural Neurology, ha fatto emergere la possibilità di adottare un algoritmo con il quale sarà possibile riscontrare disturbi dell’alimentazione attraverso le immagini del cervello.

Antonio Cerasa, ricercatore dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare ha dichiarato: “Negli ultimi 5 anni, attraverso il neuroimaging, abbiamo potuto individuare le aree del cervello maggiormente interessate da danni legati ai Disturbi comportamentali dell’alimentazione come la corteccia visiva o il sistema limbico“. Il problema principale risiede nel fatto che questo tipo di dinamiche risultano evidenti sono negli stadi avanzati. A questa caratteristica sfavorevole va ad aggiungersi anche il fatto che la situazione cambia in base al paziente.

Grazie a questo nuovo studio, però, è stato possibile fare un ulteriore balzo in avanti per quanto riguarda l’identificazione dei disturbi dell’alimentazione, Isabella Castiglioni, ricercatrice all’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare ha infatti aggiunto: “Abbiamo sviluppato un nuovo sistema di diagnosi automatizzata utilizzando un algoritmo di classificazione che riesce a riconoscere, in modo automatico, se il cervello di un individuo appartiene a un soggetto malato o sano, sfruttando i dati di morfologia cerebrale ricavati da una risonanza magnetica del paziente. Lo scopo di questo algoritmo è di massimizzare il contrasto tra gruppi di immagini per individuare quali caratteristiche permettono di distinguere le categorie di soggetti nel modo più evidente possibile”. L’algoritmo, infatti, è in grado di riconoscere la differenza che intercorre fra un soggetto affetto da anoressia e uno affetto da bulimia; l’identificazione è corretta nell’80% dei casi. Ovviamente, l’algoritmo è ancora in fase di sperimentazione.

Photo Credit: PathDoc/Shutterstock.com

tè, tè verde, tè nero, osteoporosi dieta, osteoporosi dieta per evitarla, osteoporosi cosa mangiare, come rinforzare le ossa, come rafforzare ossa,

Tè verde e nero: l’ingrediente segreto contro osteoporosi e ossa fragili

Donne manager

Donne manager: l’azienda ne giova? Ecco cosa succede quando i vertici sono ‘rosa’