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Disturbo evitante: la tua è soltanto timidezza o patologia?

Quando la timidezza è presente nella vita di una persona rossore e imbarazzo in certe situazioni sono elementi con cui spesso si convive, cercando le più svariate strategie per gestire la vergogna provata. A volte accade però che quel limite tra il loro normale e patologico viene oltrepassato è questa può diventare un vero e proprio disturbo che può creare disagio e sofferenza. Il disturbo evitante di personalità è una delle condizioni che può presentarsi quando si va oltre quel confine che delimita la normale timidezza.

Le persone affette da questo disturbo sono estremamente sensibili e sperimentano spesso sentimenti di vergogna e imbarazzo, nel riconoscere ciò che genera le loro emozioni hanno difficoltà e anche gli elementi di condivisione con le altre persone sono difficili da trovare. Gli altri sono visti come giudicanti e il timore eccessivo di critiche e disapprovazione li portano a ritirarsi socialmente, in modo da non esporsi a situazioni che gli provocano malessere. Il senso di inferiorità e di inadeguatezza sono altri aspetti che caratterizzano il loro vissuto e la loro incapacità di adattarsi alle nuove relazioni è un altro tratto che può essere presente.

Nella loro vita appaiono delle consolidate routine che assicurano una protezione dalle eventuali novità che potrebbero comparire all’improvviso, viste come dei veri e propri pericoli da cui stare alla larga. L’abuso di sostanze, umore depresso e attacchi di panico sono degli episodi che potrebbero manifestarsi, proprio gli episodi di depressione e le crisi di panico possono essere ciò che fa nascere il bisogno di entrare in terapia, un’azione da prendere realmente in considerazione per affrontare il disturbo evitante di personalità.

Photo credit: Kamira/shutterstock

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