in

Diventare mamma dopo il cancro: testato metodo salva-fertilità

Durante le cure chemioterapiche per tumore al seno, molte donne purtroppo incorrono nell’infertilità. Ma adesso è possibile tutelarsi, attraverso un metodo clinico che mette a riposo le ovaie durante tutto il periodo della cura. Lo ha dimostrato uno studio finanziato dal Governo Usa e presentato al congresso della Società americana di oncologia medica (Asco), in corso a Chicago.ovaie a riposo

La terapia è stata testata su 257 donne, nella Cleveland Clinic, in Ohio. Le pazienti erano tutte accomunate da cancro al seno diagnosticato in fase precoce e, sottoponendosi a chemioterapia, erano destinate ad andare incontro a tantissimi rischi, tra cui quello di menopausa precoce. Gli esperti, per tutelarle da questo rischio, hanno utilizzato la goserelina, un inibitore ormonale appartenente alla famiglia di farmaci usati spesso nella fecondazione assistita per monitorare l’ovulazione. Questa strategia salva-fertilità ha funzionato, rivelando la sua efficacia: sottoposte ad iniezione una volta al mese prima della chemioterapia, dopo 2 anni le ovaie dell’8% delle pazienti avevano smesso di funzionare, rispetto al 22% di coloro le quali non si erano sottoposte alla terapia a base di goserelina. Nel primo gruppo, inoltre, il 15% ha avuto un bambino mentre nel secondo gruppo solo il 7% è riuscito a portare avanti una gravidanza. Un risultato davvero positivo, seguito da un’altra piacevole scoperta: questa terapia si è rivelata efficace anche contro il tumore, aumentando del 50% le probabilità di sopravvivere alla malattia a 4 anni dall’inizio delle cure.

“Ulteriori studi sono necessari per comprendere meglio il ruolo della goserelina nella terapia del cancro al seno triplo negativo, ma da questi primi risultati si è dimostrata non solo sicura ma anche efficace, aumentando le chance di concepire e far nascere bambini sani dopo la chemioterapia”, così Halle Moore, autore della ricerca.

Jennifer Aniston aspetta un bimbo a 45 anni

In Veneto scatta la protesta anti-Pos di artigiani e liberi professionisti