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Dj Fabo morto, parla moglie di Pier Giorgio Welby: “Stato italiano assente ancora una volta”

Dj Fabo è morto, la scelta di morire senza sofferenze, sottoponendosi Svizzera al suicidio assistito, ha riportato in auge lo spinoso tema dell’eutanasia e l’assenza in Italia di una legge che dia diritto a un cittadino di decidere liberamente di togliersi la vita quando vittima di malattia terminale e di rifiutare l’accanimento terapeutico laddove sia appurata scientificamente l’impossibilità della sua guarigione.

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Tema caldo in questi giorni quello della ‘dolce morte’, che sta facendo molto discutere in Italia ed ha visto battersi per primo il giornalista e attivista politico Pier Giorgio Welby, favorevole all’eutanasia, ad oggi non legalmente riconosciuta dal nostro Stato. A tal riguardo la moglie Mina oggi è stata interpellata dalla trasmissione ‘Ho scelto Cusano’ su Radio Cusano Campus: “Proposi a Pier Giorgio di andare in Svizzera però non volle, scherzava pure, dicendo: ‘E se cade l’aereo?’. Lui voleva fare un’azione politica in Italia”.

Riguardo la vicenda di Dj Fabo: Le sue ultime parole sono un messaggio politico, indirizzato ai politici italiani. Ogni cittadino vorrebbe morire accanto ai suoi affetti, nel suo Paese, a lui questo non è stato concesso. Ancora una volta c’è stata un’assenza dello Stato italiano. La cosa che mi dà molto da pensare è che anche la proposta di legge che doveva uscire ed entrare oggi in Parlamento, nell’aula della Camera per la discussione e per il voto, è stata fermata di nuovo” – così Mina Welby – “Questo non aiuta gli italiani a poter scegliere per se stessi legalmente come poter essere curati o non essere curati. Questo mi duole profondamente. Il 77% degli italiani vorrebbe questa legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti, che non è l’eutanasia”.

La moglie di Welby ha poi voluto dare un messaggio al Valeria, compagna di dj Fabo, che lo ha accompagnato in questo lungo e doloroso percorso di libertà: “Io dico a Valeria di prendere in mano la sua vita, di pensare come Fabo vorrebbe che lei vivesse. Io ho scelto questa vita di andare in giro per l’Italia, tutte le volte che vedo e vivo delle cose belle, sento come se fosse Pier Giorgio a farmele vivere. Mi farebbe tanto piacere stringerla forte e ringraziarla per essere stata vicina a lui perché non poteva fare di meglio, non poteva fare diversamente. È un grandissimo dolore, ma credo che anche da questo grandissimo dolore spunteranno speranze, fiori, anche per la sua vita”.

 

 

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