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Dolce&Gabbana, accuse di razzismo in Cina: naufragato il “The Greatest Show” di Shangai

I social network danno, i social network tolgono. In questo caso il marasma creatosi sull’account Instagram di settore Diet Prada (milioni di follower) ha decisamente avuto una portata disastrosa per i big del fashion Dolce&Gabbana. Al banco degli imputati lo spot pubblicitario per il più grande show mai organizzato in Cina dalla Firma made in Italy: Dolce&Gabbana “mangiare con le bacchette”. Lo spot sarebbe stato travisato dalle autorità cinesi di Pechino che lo avrebbero considerato un grave insulto alla cultura cinese perché enfatizzerebbe degli stereotipi retrogradi, addirittura del diciannovesimo secolo. La modella ritratta nei tre video pubblicitari viene immortalata a tavola, alle prese con piatti tipici della cucina italiana (pizza, un piatto di pasta e un cannolo siciliano) servendosi di “chopsticks” (le celeberrime bacchette orientali)

D&G show in cina

Diet Prada pubblicava sul proprio profilo lo screenshot contenente commenti e insulti a tratti volgari rivolti ai cinesi in generale, che apparivano come pubblicati da Stefano Gabbana. L’effetto domino non ha tardato ad arrivare. Gabbana e l’Azienda stessa hanno dichiarato che i rispettivi account Instagram sarebbero stati hackerati e si sono dissociati radicalmente dalle affermazioni denigratorie. L’effetto eco che ha causato il misunderstanding del post Diet Prada è stato, però, amplificato da decine di altri social network e quindi centinaia di migliaia di followers, in Cina e non solo. Questo “scherzetto” è costato a D&G la sfilata che si sarebbe dovuta tenere ieri sera, dalle 21:00, ore italiane a Shangai e la conseguente perdita di tempo, energie, risorse e denaro. Uno show grandioso, prodotto finale del duro lavoro delle centinaia di collaboratori del brand e degli stilisti stessi i quali avevano fermamente voluto il progetto. Numeri colossali: 1.500 invitati, 500 look, 400 modelli e modelle, un’ora di sfilata, con musicisti, performer, ballerini sarebbero serviti per rendere omaggio alla Cina – affermano gli stilisti in un comunicato ufficiale. «Il nostro sogno era quello di realizzare a Shanghai un evento che fosse un tributo alla Cina, che raccontasse la nostra storia e la nostra visione. Non sarebbe stata una semplice sfilata, ma un evento speciale creato con amore e passione proprio per la Cina e per tutte le persone che al mondo amano Dolce&Gabbana. Ciò che è accaduto oggi è davvero spiacevole, non solo per noi, ma per tutti coloro che hanno lavorato notte e giorno per dar vita a questo progetto. Dal profondo dei nostri cuori, vogliamo esprimere la nostra gratitudine a tutti coloro che avrebbero condiviso con noi questo momento».

Stefano Gabbana instagram

                D&G sfilata shangai

Al di là delle considerazioni attinenti al razzismo prevenienti dal mondo virtuale dei social network, lo spot pubblicitario non è stato di particolare gradimento al pubblico cinese: la musica di sottofondo, la scenografia dello spot e l’immagine della componentistica femminile ricalcherebbe vecchi luoghi comuni orientali. Tuttavia, non è ben chiaro il reale motivo per cui ci si sia avventati sul solo stereotipo cinese quando nel video appaiono chiaramente anche quelli classici riferiti al Bel Paese: gli italiani non si indignano di fronte alla riduttiva etichettatura quali mangiatori di pasta asciutta? Mistero. Ad ogni modo non è possibile prevedere con precisione quali saranno le ripercussioni sul marchio italiano a seguito della cancellazione dello show, considerando che quello cinese rappresenta uno dei mercati più redditizi per la moda italiana (e non solo) e l’unico previsto in crescita nel 2019.

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