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Domenico Maurantonio, news analisi: “Aveva bevuto molto prima di precipitare”

Dopo mesi di attesa è finalmente arrivata la conferma di ciò che da tempo si sospettava: Domenico Maurantonio prima di morire aveva bevuto. E tanto. Lo scrive nero su bianco, fugando ogni dubbio, Massimo Montisci dell’Istituto di medicina legale di Padova, il medico incaricato dal Eraldo Stefani, legale della famiglia Maurantonio, di eseguire una perizia tossicologica sullo studente padovano.

Il rapporto dell’esperto ha certificato la presenza di 3,7 grammi di alcol nello stomaco del 19enne, facendo dunque ipotizzare che il ragazzo negli istanti precedenti alla precipitazione avesse ingerito diversi bicchieri (tre o più) di un superalcolico la cui bottiglia è stata ritrovata nella camera dell’hotel Da Vinci di Milano in cui alloggiava con i compagni. Lo proverebbe il tasso alcolemico pari a 3,27 riscontratogli, contro il valore di 1,37 grammi di alcol nelle urine. Ciò significa che l’alcol assunto non era stato ancora smaltito perché ingerito qualche istante prima di morire.

A fronte di questo assunto, diventa sempre più assillante l’interrogativo che dal 10 maggio 2015 attanaglia gli inquirenti: come è possibile che Domenico sia andato nel corridoio dell’albergo, da solo, a bere quell’ingente quantità di alcol? E se stava bevendo in prossimità della finestra, da cui tra le 5.30 e le 7.30 è precipitato, come si spiega che sul davanzale della stessa non sia stata ritrovata traccia alcuna di alcol? Per l’avvocato Stefani Domenico aveva bevuto in camera con i compagni, quegli stessi ragazzi che, interrogati, hanno detto di non essersi accorti di niente, se non della sua assenza dal letto, ma solo al risveglio.

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