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Domenico Modugno, 25 anni dalla morte: chi era il grande cantautore italiano

Tra i pilastri della musica italiana, l’‘eterno’ Domenico Modugno è presente e attuale anche a 25 anni dalla morte. Il suo brano più celebre “Nel blu dipinto di blu”, per tutti “Volare”, si è identificato nell’inno della nazione divenendo nel mondo uno dei simboli del nostro Paese, a livello universale. Chi non ha intonato almeno una volta le note della famosa melodia o sentito qualche straniero esibirla con orgoglio appena messo piede in terra nostrana?

Domenico Modugno, 25 anni dalla morte: un mito immortale

E pensare che la carriera di Domenico Modugno ebbe inizio in campi differenti. Mimì, ribattezzato così dagli amici, mosse infatti i primi passi nel campo del cinema e del teatro. Nato a Polignano a Mare, sin da giovanissimo si trasferì a Roma per assecondare le sue attitudini: qui partecipò al concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia e grazie all’innato talento vinse una borsa di studio come miglior allievo nella sezione recitazione. Ben 40 le pellicole in cui Modugno presenziò, tra tutte il film tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo, “Filumena Marturano”. La passione per la musica comunque esplose già in quegli anni: la sera, infatti, – contemporaneamente agli studi di recitazione – si esibiva al Circolo degli Artisti di Via Margutta. In modo quasi parallelo, dunque, iniziò a comporre i primi brani musicali, dapprima in dialetto, poi in italiano, su consiglio delle case discografiche che premevano affinché il talento di Modugno fosse comprensibile a livello nazionale. Grandi i nomi con cui ebbe modo di lavorare: dallo stesso Eduardo De Filippo, già citato, a Frank Sinatra, da Walter Chiari a Johnny Dorelli, e poi Riccardo Pazzaglia e Franca Gandolfi, con la quale in seguito convolerà a nozze.

I successi mai dimenticati del grande Mimì

Il successo nazionale di Domenico Modugno in ambito musicale giunge con la partecipazione – e vittoria – a Sanremo, nel 1958. “Volare”, dopo aver conquistato il pubblico, giunge all’Eurovision Song Contest e vince tre Grammy. Tradotta in diverse lingue e reinterpretata da migliaia di artisti, rende Mimì popolare in tutto il mondo e gli fa conquistare le chiavi di Washington e la stella di sceriffo di Atlantic City. Tra i brani immortali del grande Modugno ricordiamo: “L’uomo in frac”, “Notte di luna calante”, “Addio…, Addio…”, “Piove”, “La lontananza”, “Meraviglioso”. Umile, solare e pieno di energia, chi lo conobbe lo ricorda come uno spirito libero. Vivace, forse troppo da bambino, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Attila”, trascorre l’infanzia nella sua Puglia, che oggi – a Polignano a Mare – gli dedica una statua. Cresciuto in una famiglia comune, il padre era un comandante dei vigili urbani e la madre una casalinga. Lui stesso, dopo i tanti successi, decise di dedicarsi ai propri figli. Ma fu anche impegnato in politica, ricoprendo il ruolo di consigliere comunale di Agrigento. Morì nell’agosto del 1994 stroncato da un infarto nella casa di Lampedusa.

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