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Maturità 2019, Don Lorenzo Milani: chi è l’autore di “Lettera a una professoressa”

Al via oggi la seconda prova della Maturità 2019. Al liceo con indirizzo in Scienze Umane oggetto d’esame è un brano tratto da Lettera a una professoressa di Don Lorenzo Milani, un’opera scritta assieme ai figli dei contadini di Barbiana al Mugello, che ha cambiato la pedagogia in Italia.

Chi è Don Lorenzo Milani

Don Lorenzo Milani nasce a Firenze il 27 maggio 1923 in una colta famiglia borghese. I genitori si chiamavano Albano Milani e Alice Weiss (la madre era di origine israelita). Nel 1930 il trasferimento dalla sua città d’origine a Milano, dove Don Lorenzo ottiene la maturità classica. Appassionato di arte, nel 1941 il giovane decide di dedicarsi alla pittura e per un periodo di tempo frequenta l’Accademia di Brera. Lo scoppio della guerra porta la famiglia Milani a rientrare a Firenze. È l’ottobre del 1942: Don Lorenzo deve mettere da parte la propensione per i pennelli, amore che si rivelerà tuttavia fondamentale: l’interesse per la pittura sacra, infatti, lo aveva avvicinato al Vangelo. Decisivo l’incontro con don Raffaello Bensi, un autorevole sacerdote fiorentino che diverrà il suo direttore spirituale. Nel novembre del 1943 il giovane entra in Seminario Maggiore di Firenze. Il 13 luglio 1947 è ordinato prete e mandato in modo provvisorio a Montespertoli. Ma è a San Donato che Don Lorenzo Milani fonda una scuola popolare serale per i giovani operai e contadini della sua parrocchia. Il 14 novembre 1954 questi viene nominato priore di Barbiana, una piccola parrocchia di montagna. Nel giro di pochi mesi il parroco riesce a radunare i giovani del luogo per istruirli. Il pomeriggio Don Milani faceva il doposcuola in canonica ai ragazzi della scuola elementare statale.

Don Lorenzo Milani: la malattia e il processo

Nel maggio del 1958 esce Esperienze pastorali iniziato otto anni prima a San Donato. Il libro viene ritirato qualche mese dopo dal commercio per disposizione del Sant’Uffizio, che la ritiene una lettura «inopportuna». Nel dicembre del 1960 Don Lorenzo Milani deve fare i conti anche con la malattia: ha i primi sintomi del linfogranuloma, il male che lo strapperà alla vita sette anni dopo. Nel febbraio del 1965 Don Lorenzo scrive una lettera aperta ad un gruppo di cappellani militari toscani, che in un loro comunicato avevano definito l’obiezione di coscienza «estranea al Comandamento cristiano dell’amore e espressione di viltà». La lettera viene incriminata e don Lorenzo rinviato a giudizio per apologia di reato: al processo a Roma il prete non può partecipare perché malato, così decise di scrivere un’autodifesa. Conclusione? Il 15 febbraio 1966, il processo in prima istanza assolve il parroco, ma la Corte d’Appello, quando don Lorenzo era già morto, modificava la sentenza di primo grado condannando lo scritto.

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Don Lorenzo Milani e la stesura di “Lettera a una professoressa”

Nel luglio 1966 insieme ai ragazzi della scuola di Barbiana Don Lorenzo Milani comincia a scrivere le prime pagine di Lettera a una professoressal’opera sua più famosa. Si spegne a Firenze il 26 giugno 1967 a 44 anni. Per Don Lorenzo Milani è la parola che rende gli uomini uguali. In Lettera ad una professoressa si legge: «Perché  è solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli. La cultura vera, quella che ancora non ha posseduta nessun uomo, è fatta di due cose: appartenere alla massa e possedere la parola!». Ovviamente la parola alla quale Don Milani fa riferimento in Lettera ad una professoressa  è prima di tutto quella che Dio stesso ha pronunciato nel cuore dell’uomo, di ogni uomo.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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