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Donald Trump Vs Ronald Reagan, due populisti (troppo) diversi

Sta spopolando in queste ultime ore il paragone tra Donald Trump e Ronald Reagan. Entrambi outsider? Tutti e due rappresentanti del populismo? Sicuramente sì, ma oggettivamente anche troppo diversi perché il confronto possa davvero avere un senso.

Un temperamento simile non rende uguali due uomini e, in alcuni casi, nemmeno paragonabili. Ronald Reagan aveva fatto del suo essere un “Citizen politician” – un cittadino fra i cittadini – il suo punto di forza: usava un linguaggio diretto, spesso irriverente e fuori dai normali schemi che la società degli anni ’80 reputava “normali” ma senza mai bisogno di ricorrere alla volgarità per arrivare allo stomaco degli americani. Diversamente da Donald Trump, Ronald Reagan era riuscito a sovvertire la normalità facendo leva su una porzione di cittadini male (o per nulla) rappresentata ma anche su tutti coloro che non volevano abbandonare la convinzione che l’America potesse essere ancora il centro del mondo. E Donald Trump? Il tycoon eletto oggi Presidente ha fatto invece sì che fosse il rifiuto per le regole a diventare il suo migliore alleato in campagna elettorale: addio educazione e buone maniere o background politico, ciò che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca è stata la pancia della Signora Ignoranza. L’imprenditore, a differenza di Reagan, ha utilizzato il suo temperamento ribelle per incitare tutti quelli che vedono le regole e i valori di una società civile come un paio di pantaloni troppo stretti sul cavallo. Qualcosa di fastidioso da eliminare nel più breve tempo possibile, anche a rischio di rimanere in mutande.

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E ora? Da oggi in poi non resta che stare a guardare, magari ricordando alcuni dei passaggi dei più celebri discorsi fatti dai due Presidenti. “Qualunque cosa la storia dirà di me quando non ci sarò più, spero che ricorderà che mi appello alle vostre speranze, non alle vostre peggiori paure, e possiate tutti voi americani non dimenticare mai le vostre origini eroiche” diceva Reagan nel 1992. E Trump? Il tycoon ha preferito invece farsi scudo delle paure degli americani convinto comunque del fatto che potrebbe “stare in mezzo alla Quinta Strada e sparare a qualcuno senza perdere nemmeno un elettore”.

Foto: Gage Skidmore/Flickr

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