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Donna al volante, pericolo costante? Margherita Zanatta e il corso di guida sportiva

Per una donna, crescere al fianco di due fratelli più grandi equivale a seguire un corso accelerato dal titolo “L’uomo Alfa: la verità è che non gli piacerai mai abbastanza!”. Si impara in fretta, purtroppo. Tutto quel sangue, quel sudore e quelle lacrime versate nel tentativo estremo di potenziare la nostra autostima crollano miseramente di fronte a quelle fastidiose quanto irritanti battutine dal vago sapore “sfottò” che i nostri fratelli non tendono certo a centellinare. “Ma le tette le hai lasciate a casa?” è ormai da considerare un complimento! Ebbene si. Pare che tra le tante caratteristiche femminili di potenziale fascino verso il sesso maschile due siano ritenute particolarmente necessarie: seno prorompente e guida sicura. Quando si vede qualcuno che non sa parcheggiare, che prende male la curva, che al casello in autostrada deve aprire la portiera per pagare, che sfriziona col tatto di un elefante incallito e cose simili… Beh: in linea di massima il luogo comune vuole la donna alla guida!

Detto ciò: per quanto riguarda la prima prerogativa fortunatamente Intimissimi, Yamamay e tanti altri brand hanno proposto una gamma di push-up talmente vasta, variegata e variopinta da far invidia alla miglior maggiorata. Almeno all’apparenza possiamo ingannare con molta nonchalance, quando poi si tratterà di arrivare “al sodo” punteremo in maniera rapida ed efficace sulla simpatia! Per la seconda invece, care amiche mie lettrici, non c’è barbatrucco che tenga: o sai guidare o – ahimé – ci si becca in pieno!

Scuola peugeot

margherita zanatta

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zanatta dietro le quinte

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Alessandro, mio dentista – nonché marito di una delle mie migliori amiche Bea (rinominata da me “Bibi” con tanto amore) – fa rally. All’incirca due mesetti fa, OmniAuto.it mi ha proposto di partecipare come testimonial per il loro corso di guida sportiva al fianco di un certo “Paolo Andreucci”. Non ho potuto fare a meno di alzare il telefono e chiedere direttamente a chi davvero se ne intende:

“Ale… Ti dice niente il nome Paolo Andreucci? ”
“ Niente?!?! Stai parlando di un Dio! Sette volte campione italiano di rally … Un fenomeno vero! Perché?”
“Vado a fare un corso di guida sportiva con lui…”
“ …TU?!?! Ahahhahahahhahahahah”

Uomini. Loro si che sanno sempre farci sentire all’altezza di ogni situazione! Non mi è sembrato il caso di raccontarlo ai miei fratelli … La chiamata col Doc bastava e avanzava! “Porta due-tre cambi sportivi”, mi hanno detto al telefono quelli di OmniAuto.it . Beh: da buona donna ho portato due valigie…Non si sa mai di che umore potrò essere in quei giorni!
Arrivo a Modena giusto per l’ora di cena e già comincio a capire l’antifona: sono l’unica donna?!?! Ok ok. Birretta. Commenti sulle ultime partite di calcio. Commenti sulle ragazze sedute ai tavoli a fianco a noi. Commenti sulla ragazza seduta al nostro tavolo (io….). Commenti. Commenti. Commenti… E io che pensavo le donne fossero le più pettegole! Li ho adorati dal primo istante…

-“Ma Paolo ragazzi non c’è?”
-“Lo becchiamo domani mattina… Stasera aveva una cena-raduno col fan-club”
Ma, dico io… Un minimo di preparazione psico-fisica qualcuno me la poteva ben dare, no?!? Della serie: se avessi anche solo minimamente immaginato quello che mi stava aspettando in quell’autodromo avrei evitato di bere venti litri di latte a colazione!!!
-“Ciao, sono Paolo!”
Lo osservo bene. Non troppo alto, capello al vento, sorriso coinvolgente e classico accento toscano che mette di buon umore.
-“Ci facciamo un giro di prova?” mi chiede battendomi una pacca sulla spalla…
-“Siiiiiiiiiiiiiii !!!!!”. Tanto figurati se con una novellina come me si lancia a fare chissà cosa: due curve veloci, qualche sgasata e via… Il gioco è fatto! – ho pensato dentro di me…
Diciamo le cose come stanno: al primo testa-coda stavo già ringraziando lo staff sicura di avere un posto assicurato sul prossimo treno per Milano!

Povero Paolo: penso di avergli perforato i timpani a furia di urlare! Eppure la guida sportiva è qualcosa di fenomenale. Il primo giorno te la fai sotto (so che non è molto fine da dire, ma rende decisamente l’idea!), il secondo cominci a prenderci gusto e il terzo ti domandi perché ci sia il limite a 130 in autostrada e improvvisamente la tua misera Toyota Aygo che tanto ti dava soddisfazione negli anni precedenti ora non ha più il fascino di una volta (non che ne abbia mai avuto chissà quanto eh! Ma il suo sporco dovere l’ha sempre fatto egregiamente!).

Portato a termine il corso (che potete seguire in pillole video) mi ritrovo su quel treno per Milano Centrale ancora carica di adrenalina… Che figata pazzesca! (si si, lo so… non si dice “figata”, suona male in bocca a una ragazza, mi spiace. Ma davvero non trovo un sinonimo all’ “altezza”).

Conclusione: ognuno di noi, uomo o donna che sia, dovrebbe provare almeno una volta nella vita una botta adrenalinica di quelle devastanti. Ognuna rispettando i propri limiti. Io soffro di vertigini: faccio fatica ad affacciarmi dal mio balcone al primo piano, figuriamoci attaccata ad un parapendio, un paracadute o addirittura ad un elastico pronta a bungee-jumpare…  Anche no! Un infarto a 31 anni anni non credo sia previsto nel curriculum che Dio gentilmente ha compilato per me ( dopo questa gufata non stupitevi se da domani mi trovate nei necrologi!). Buona adrenalina a tutti! In fin dei conti la vita – per quel che ne sappiamo – è una sola. Perché limitarsi e non assaporarla in tutte le sue incantevoli pazzie?

 

Margherita Zanatta

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