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Donna uccisa a Ragusa: arrestato il marito dopo lungo interrogatorio

Donna uccisa a Ragusa ultime notizie: è in stato di fermo giudiziario da questa notte Giuseppe Panascia, marito della vittima. L’uomo, 74enne ex tecnico di laboratorio del liceo classico ragusano, deve rispondere di omicidio volontario. La clamorosa svolta nel caso è arrivata nella tarda serata di ieri, 12 ottobre, dopo che il coniuge della signora Maria Zarba era stato condotto in questura per essere sottoposto ad un secondo interrogatorio. Se infatti inizialmente il 74enne era stato sentito insieme ad altri parenti e amici della vittima in qualità di persona informata sui fatti, gli inquirenti ieri, dopo essere tornati sulla scena del crimine, hanno sentito la necessità di risentire la sua versione.

Lui e Maria Zarba, 66 anni, non stavano più insieme da un anno ma si frequentavano. Il delitto si è consumato all’interno della abitazione della vittima, sita nel centro storico si Ragusa, in via Gian Battista Odierna angolo via San Vito. L’uomo abitava con l’anziana madre a Vittoria, ma con la moglie si frequentava. Tant’è che da subito, non essendo state trovate tracce di scasso o alcun segno di effrazione, i carabinieri avevano escluso l’ipotesi della rapina. La signora Maria è stata colpita alla testa mentre guardava la tv, aveva aperto la porta al suo assassino che le ha fracassato il cranio e poi è fuggito via. A trovare il cadavere il nipote della donna, che viveva con lei, ed ha fatto la macabra scoperta quando giovedì sera è tornato dal lavoro. Disperato, ha dato subito l’allarme ma quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto per la povera signora Maria non c’era ormai più niente da fare.

Secondo l’accusa Giuseppe Panascia avrebbe ucciso la moglie, dalla quale era separato da un anno circa, per contrasti sulla loro separazione. L’uomo, che è stato interrogato dalla polizia e dal Pm Giulia Bisello alla presenza di un avvocato d’ufficio, si è proclamato innocente. Non è dunque agli atti alcuna sua ammissione di colpevolezza, sebbene la decisione di trasferirlo in carcere faccia ipotizzare la presenza di gravi indizi di colpevolezza a suo carico in mano alla magistratura. “Ha acconsentito a rispondere alle domande del sostituto procuratore Giulia Bisello”, questo l’unico commento fatto dopo il fermo dall’avvocato dell’uomo, Valentino Coria. La vittima lascia quattro figli, due donne e due uomini, che abitano fuori Ragusa per lavoro. L’arma del delitto – un oggetto contundente – non è stata ancora rinvenuta.

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