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Donne 2013: tra musica, politica e diritti sociali

Quest’anno è stata confermata come Presidente del Cile Michelle Bachelet per il suo secondo mandato nel martoriato Paese sudamericano. In Europa, secondo la consueta classifica stilata da “Forbes” la donna più potente del globo è Angela Merkel, confermata in Germania per il terzo mandato come cancelliera: del resto la crisi dell’euro ha rafforzato il suo ruolo di leader dell’Unione monetaria. Hillary Rodham Clinton, politica e avvocatessa statunitense, Segretario di Stato durante il primo mandato presidenziale di Barack Obama è stata la First Lady dal 1993 al 2001 e senatrice degli Stati Uniti per due mandati consecutivi dal 2001 al 2009. Quest’ultima  non ha ancora sciolto, in maniera ufficiale, la riserva sulla sua prossima corsa alla Casa Bianca ma tutto sembra indicare che la macchina elettorale sia già partita. Per molti osservatori, se Hillary riuscisse a diventare presidente, l’impatto simbolico sarebbe straordinario perché, per la prima volta nella storia politica degli Stati Uniti, ci sarebbe una donna alla guida della Superpotenza. Beyonce new album2

Tra le donne che hanno segnato il 2013 un capitolo a parte lo merita la giovanissima e coraggiosa Malala Yousafzai.  La 14enne pakistana è diventata il simbolo della lotta per i diritti civili e per il diritto allo studio delle donne, della città di Mingora, nella valle dello Swat, diritti che sono stati banditi da un editto degli stessi talebani. Questi ultimi, nell’ottobre del 2012 hanno cercato di zittirla per sempre, ferendola gravemente alla testa e al collo ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar, la giovane è sopravvissuta all’attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. In seguito è stata trasferita in un ospedale di Londra che si era offerta di curarla, non si è lasciata intimidire, diventando una delle donne più giovani, influenti, ammirate e coraggiose al mondo anche se il suo lavoro è appena all’inizio. Altre due icone di estremo coraggio sono le due Pussy Riot (Gruppo Punk Rock Russo): Nadezhda Tolokonnikova e Maria Aliokhina. Appena scarcerate, con tre mesi di anticipo rispetto alla data prevista, in seguito all’amnistia approvata il 18 dicembre scorso dalla Duma, hanno dichiarato che vogliono continuare a fare quello per cui sono andate in prigione. Vogliono una Russia senza il presidente Vladimir Putin. La combattiva Tolokonnikova ha ribadito che questa è stata un’operazione di marketing per migliorare l’immagine del Presidente Putin e dal carcere aveva scritto lettere denunciando le dure condizioni di vita nel “Gulag a cielo aperto” e dove, per protesta, aveva anche iniziato uno sciopero della fame.

Infine nell’industria della musica, una delle donne più influenti del 2013 e che sta letteralmente rivoluzionando e sorprendendo sia come artista che come manager di se stessa è Beyoncé. Quest’ultima che ha un patrimonio di 300 milioni di dollari, continua a riscuotere un successo dopo l’altro, un esempio su tutti: di recente ha pubblicato on line il suo primo “visual album”, scuotendo le basi del marketing .

 

 

 

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