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Dopo Apple, i controlli del fisco colpiscono anche a Google e Amazon

Il colosso di Cupertino ha versato 318 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate, dopo lo scandalo che ha visto Apple Italia al centro dell’inchiesta sull’evasione fiscale. La somma a cui si fa riferimento è da considerarsi solo come una parte di quello che Apple dovrà pagare: sulla base di un accordo tra il fisco ed Apple, che consiste in una procedura di ruling internazionale valida per 5 anni, verrà stabilito quanto la società dovrà versare all’Irlanda e all’Italia. Apple non è l’unica azienda che opera a livello globale sotto inchiesta, soprattutto se si presta un occhio al mondo del web: nell’occhio del ciclone dell’evasione fiscale sono finiti anche altri due colossi americani.

A questo punto, i controlli sono più rigidi e i dati parlano chiaro: in Italia, si eludono tasse per un totale di circa 11 miliardi di euro. Dopo il caso Apple, i controlli condotti dal dipartimento milanese, esperto in materia di reati finanziari, hanno portato alla luce diverse anomalie che pongono al centro dell’inchiesta sull’evasione fiscale anche altri famosi colossi del mondo web. Sembra infatti sia caduta nell’occhio del ciclone anche Google.

Salvo accordi differenti tra le due parti, ad oggi, come riportano Repubblica e diverse agenzie di stampa, Google, dovrebbe al fisco, un “bottino finale che si aggirerebbe – in caso di accordo -, intorno ai 150 milioni di euro. Nessuna delle parti, al momento, intende anticipare il buon esito della trattativa“. La situazione è diversa per quanto riguarda Amazon. Nel primo caso, infatti, si parla dell’apertura di un’inchiesta che, tuttavia, non si basa su un’accusa, ma si tratta di un fascicolo a “carico di ignoti” [fonte: Repubblica.it], senza ipotesi di reato.

Image credit: Shutterstock

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