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Dottoressa Fossaceca uccisa in Kenya: commovente stralcio del suo diario

La dottoressa Fossaceca, originaria del Molise ma residente a Novara dove lavorava come radiologa, è morta a 51 anni in Kenya, nel piccolo villaggio di Mijomboni dove, per conto di ForLife Onlus, stava prestando servizio come volontaria. A freddarla sarebbe stato un colpo di pistola mentre cercava di difendere l’anziana madre durante una rapina. Anche il padre della dottoressa, così come altre due infermiere, sono rimasti feriti ma nessuno risulta a richio di vita.

La Fossasecca non era nuova a questo tipo di cooperazioni con l’Africa, non era la prima volta che si recava a prestare servizio umanitario in quelle terre. In queste settimane era concentrata su un orfanotrofio sito nel villaggio in cui ha trovato la morte. Amava l’Africa e non si risparmiava quando capiva di avere l’occasione di potersi rendere utile, grazie anche alle sue importanti competenze mediche. L‘umanità e la partecipazione con cui svolgeva la sua missione si scorgono in questo scritto postato proprio mercoledì dalla donna sul sito della onlus in cui racconta con grande partecipazione e ottimismo le quotidianità del villaggio.

« Dopo una serie di giri nelle fattorie, valutazioni delle spese e dei possibili guadagni, oggi abbiamo acquistato la mucca. L’abbiamo trovata grazie alla collaborazione di un nostro conoscente nel villaggio di Roca. L’acquisto è stato possibile grazie a libere donazioni fatte da nostri amici, Eduardo e Maria Carmela, Angelo e Teresa, Marco e Daniela . La mucca è incinta e tra tre mesi avremo anche un vitellino e finalmente il latte per il villaggio. La mucca che attualmente abbiamo la vendiamo anche se con dispiacere visto che è molto bella e si comporta come un grosso cane. Continuo col dire che Nelson e Amon stanno lavorando bene ed anche oggi la pausa pranzo è stata fatta alle 14.30. Dimenticavo di segnalare un’altra cosa importante che riguarda il sinistro che abbiamo subito lo scorso anno. La power ha inviato ancora due tecnici per il sopralluogo che hanno ulteriormente valutato i danni. Non sappiamo ancora a quanto ammonterà la somma che ci daranno ma siamo certi che l’avremo. Peraltro dobbiamo necessariamente riacquistare il condizionatore nel laboratorio. È già la seconda volta che l’ingegnere sanitario viene a controllare e si lamenta dell’assenza. Vi ricordo la certificazione viene riconfermata anno per anno».

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