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Dritto e Rovescio lite in diretta tra Vauro Senesi e un fascista: «Vergognati!»

Giovedì sera, 7 novembre 2019, è scoppiato un pandemonio nella trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4. Tra gli ospiti della trasmissione Vauro Senesi, vignettista, e Massimiliano Minnocci, fascista di Roma soprannominato Brasile. Tra i due è stata sfiorata la rissa quando Minocci si è scagliato contro la giornalista Francesca Fagnani. In quel momento il vignettista non ci ha visto più e ha preso la parola: «Queste sono minacce. Fammelo vedere a me, forza, fascio di me**a. Vergognati, minacci una donna, ma siamo pazzi».

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Dritto e Rovescio: la lite in diretta

L’argomento affrontato nel corso della trasmissione di Paolo Del Debbio era molto delicato e si districava partendo dai cori razzisti negli stadi fino a un’analisi più approfondita dei nuovi fenomeni di discriminazione nelle città. Proprio in questo contesto ha preso la parola Minocci, chiamato Brasile, che con toni abbastanza accesi, invitava la giornalista Francesca Fagnani a ad andare a vedere l’ordine che lui fa mantenere: «Roma è casa mia. Nella borgata mia devi fare quello che ti dico io. Nella mia borgata comando io. Se viene, glielo faccio vedere». Parole che hanno scatenato la reazione di Vauro Senesi.  Il famoso vignettista, dopo essersi alzato dalla sedia, si è diretto verso Minnocci, fermandosi a un palmo di naso da lui ed etichettandolo con: «Sei un fascio di merda». Il tutto perché, secondo lui, quei toni, modi e parole sembravano essere una minaccia nei confronti della donna giornalista con cui il neofascista stava parlando.

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La reazione del pubblico

E’ stato repentino l’intervento di Del Debbio per far tornare toni più calmi e pacifici all’interno della trasmissione. “Fascista”, dovrebbe essere un insulto, eppure non è questo il modo in cui Brasile lo ha accolto. Orgoglioso e fiero di mantenere i toni di un partito che dovrebbe essere sparito. Un’altra assurdità di questa vicenda che si sono scagliati tutti contro il vignettista. Secondo molti la sua reazione è stata esagerata. In pochi, invece, hanno fatto quello step razionalizzando sulle parole di un uomo che si è auto-dipinto come un piccolo dittatore possidente di una sua borgata. Sua, non della comunità, non della città. L’Italia sembra fare mille passi indietro non riconoscendo il problema di un fascismo che sta tornando in auge.

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