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E-gaffe: la gaffe virtuale non si dimentica, si salva

La gaffe virtuale, l’e-gaffe, si paga per molto tempo, perché oltre ad essere ricordata, può essere anche salvata. Alcuni siti le la ricordano con piacere e può essere postata e condivisa da amici e parenti senza alcuna pietà.

lamebook

Le peggiori brutte figure vengono postate con perfidia su Lamebook e poi possono essere condivise, come in un comune Social Network (ad esempio: Facebook). Un’altra piattaforma in cui vengono condivise le gaffe virtuali è Crap! My parents joined Facebook!, che significa: Cavolo! I miei genitori sono su Facebook, si possono vedere le brutte figure dei parenti stretti, archiviate e conservate bene.

La gaffe virtuale, quindi, non si dimentica. Gli esperti chiamano questa sindrome come “Tmi” che sta per Too much information (Troppe informazioni). Perché? Perché chi usa il Social Network si sente di poter condividere tranquillamente diverse informazioni, postando stati e foto in libertà, ma quando sfocia nell’errore è difficile che questo venga eliminato del tutto. Attenzione, i curiosoni sono ovunque.

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