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E’ morto Alvin Lee, grande di Woodstock

Era nato a Notthingham 69 anni fa e la sua chioma bionda che era solito scuotere quando imperversava con la sua Gibson appesa al collo. Alvin Lee è un simbolo per tutti quei figli dei fiori, ormai sessantenni, che hanno la fortuna di ricordare Woodstock, il più grande concerto della storia del rock che si tenne nel lontano 1969.

E’ stato il fondatore e la mente dei “Ten Year After”, con la quale partecipò a Woodstock da protagonista assieme a gente del calibro di Joe Cocker, Carlos Santana, i Grateful Dead, Janis Joplin e l’indimenticabile Jimi Hendrix. Tra fiumi di alcol e droghe, Alvin Lee è rimasto nella leggenda di quell’incredibile Festival con performance stratosferiche di “Im going home”, ma anche “Good morning little schoolgirl”, “I can’t keep from crying sometimes, “I may be wrong, but I won’t be wrong always” e “Hear me calling”.

Alvin Lee divenne solista nel 1973 ma alla fine degli anni ’80 la band dette vita ad una reunion ed inizio una sorta di seconda carriera. I “Ten Years After” dovevano essere a Parigi per un concerto ma un problema nato dopo un intervento chirurgico ha portato via il rocker inglese.

Sono stati i figli Evi, Jasmin e Suzanne a comunicare la sua morte. Alvin Lee non c’è più ma vale la pena ricordarlo ed ascoltare i suoi assoli in “I’m going home”:

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