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È morto Armando Cossutta: addio al più ‘filosovietico’ dei comunisti italiani

Lutto nel mondo della politica italiana: si è spento ieri sera dopo una lunga malattia, all’età di 89 anni, Armando Cossutta, esponente più ‘filosovietico’ del Partito Comunista. Militante nel Pc da sempre, da quando cioè nel 1943, in piena guerra mondiale, prese la prima tessera del partito di cui fu colonna portante.

Negli anni ’70 fu dirigente del Pci, “anima russa” del partito, spesso entrò in polemica con il leader di allora, Enrico Berlinguer, non appoggiandone l’apertura al modello occidentale. Alla fine degli anni Ottanta, dopo lo scioglimento del partito raccolto attorno ad Achille Occhetto, Armando Cossutta fondò nel 1991 Rifondazione Comunista ma, nel 1998, se ne staccò definitivamente, in pieno contrasto con l’allora segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti, che, dopo aver inizialmente sostenuto il primo governo Prodi, ritirò la fiducia.

Eletto in parlamento dal 1972 al 2008, Cossutta fu infine fondatore del Partito dei Comunisti italiani insieme a Oliviero Diliberto e Marco Rizzo. Se n’è andato ieri pomeriggio, 14 dicembre, all’Ospedale San Camillo di Roma.

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