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É morto Carlo D’Angiò: Napoli piange il suo grande interprete e studioso del folk

Napoli e il mondo della musica piange la scomparsa di Carlo D’Angiò. L’artista aveva 70 anni e ha dato un profondo contributo alla ricerca sulle origini e l’identità delle canzoni popolari, collaborando negli anni settanta alla fondazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, insieme a Eugenio Bennato e a Roberto De Simone.

Ammalato di cancro, Carlo D’Angiò è soprattutto noto per la canzone, considerato un inno della musica folk del Sud, “Brigante se more”, cantata anche dalle generazioni più giovani. D’Angiò è stato un talento puro, lontano dalla retorica, la sua ricerca insieme agli appassionati della musica popolare, e per questo stratificata, colorata e travolgente, ha convinto musicisti giovani come gli Almamegretta a chiamarlo per il disco “Ennenne” per cantare insieme a Raiz, nel singolo “Musica popolare”. Anche Francesco Di Bella, nel suo ultimo album da solista, “Nuova Gianturco”, la cui uscita è prevista per il 30 settembre, ha rielaborato il brano “Brigante se more”.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, commosso e addolorato per la morte di Carlo D’Angiò ha commentato: “Attraverso la musica e con assoluta sensibilità Carlo D’Angiò ha rappresentato un ponte tra passato e futuro per l’identità meridionale e napoletana. Ha raccontato magistralmente il brigantaggio, le Quattro giornate fino ad immaginare e rendere tangibile una società e una cultura costituita ieri come oggi da tutti i popoli del Mediterraneo. Oggi Napoli piange un artista assoluto. Senza confini. Ciao Carlo”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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