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E’ morto Lou Reed a 71 anni: maledizione!

E’ morto il fondatore dei Velvet Underground – tanto per intenderci stiamo parlando di uno che negli anni Sessanta ha sedotto artisticamente Andy Warhol –  dalle cantine newyorkesi alla Factory, olimpo degli dei laidi impressi nei libri di storia dell’arte e della perversione.  “Velvet Underground and Nico“: nei credits del disco (la cui copertina rinominata “bananas” è stata appositamente creata da Warhol) il re della pop art venne formalmente indicato come produttore dell’album.

velvet ground lou reed morte

Musicista di talento inequivocabile, ribelle, originale, visionario, coraggioso, straziante, stralunato Lou Reed; pochi mesi addietro il trapianto di fegato ed oggi la morte. Domenica mattina negli States, Sunday Morning. Chiaramente, non essendo ancora rese note le cause della morte la rivista Rolling Stones ipotizza un possibile collegamento tra l’operazione e il decesso. Reed pagò pesantemente dazio per la straordinaria sensibilità umana, musicale, progressista e culturale insita nella propria natura. Basti pensare che, allo scopo di “curare” la sua bisessualità, venne sottoposto da adolescente a svariati elettroshock che lo traumatizzarono per tutta la vita e furono lo spunto per la sua “Kill Your Sons“.

Canzoni, visioni, studi, salti avanti nel tempo, anti borghese e affamato di conoscenza; per tanti Lou Reed era un anticonformista, un ribelle, un vizioso come la sua canzone “vicious”…per altri era un genio e, inevitabilmente, tutto il resto era solamente la punta dell’iceberg, particolari trascurabili e da stereotipo di bassa lega al cospetto dello spessore di questo astro. Perfect day è stato, probabilmente, l’ultimo gradino per giungere alla consacrazione, l’ultimo metro che lo separava dalla cima del Parnaso. Ma noi lo salutiamo con le sue parole, per nulla epiche ed auliche; piuttosto decisamente terrene e laide, parole scritte nel 1972 come testo della coraggiosa Walk on the Wild Side, un testo da molti ritenuto troppo spinto a causa dei temi tabù trattati quali la prostituzione maschile, il sesso orale, le droghe e la transessualità. Giusto per capirci, coloro i quali storcevano allora il naso erano probabilmente i borghesucci i cui figli, oggi, si accalcano a vedere le mostre di Andy Warhol impastandosi la bocca di lodi per questo geniale artista…ma quando “mamma e papà accendevano la radio e si scandalizzavano cambiando frequenza” si sono poi scordati di dirvi che Lou Reed, in quella canzone, ha raccontato ciò che ha visto nella Factory di Warhol e di tutti i personaggi sessualmente liberi che frequentavano i “reali appartamenti”.

E’ morto Lou Reed, dannazione!Holly è venuta da Miami, Florida ha fatto autostop attraverso gli stati uniti. Mentre veniva si è depilato le sopracciglia si è rasato le gambe ed è diventato una donna ha detto, hey tesoro fatti un giro sul lato selvaggio“.

 

 

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Anna Munafò

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