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E se arrivi in ritardo? Sei efficiente ed ottimista

Cosa si cela dietro il comportamento dei ritardatari? Menefreghismo e noncuranza verso gli impegni, superficialità e mancanza di attendibilità? Chi lo pensa è fuori strada. Una recente ricerca afferma che le persone  ritardatarie sono ottimiste ed efficienti, a differenza delle persone puntuali che risultano essere negative ed ansiose.Ritardatari ottimisti

A confermare questa teoria le parole del dottore Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente  dell’Associazione per la ricerca sulla depressione di Torino, pubblicate sulla  rivista scientifica Airone. La nostra capacità di gestire e controllare il tempo è fondamentalmente determinata da tre fattori: temperamento, carattere e personalità. “Chi nasce con un temperamento ansioso è preoccupato, ha spesso paura di non farcela e, quindi, a un appuntamento cerca di arrivare sempre qualche minuto prima”, questa la spiegazione dello psichiatra il quale, di contro, evidenzia che le persone con un temperamento più rilassato si rapportano ai propri impegni e scadenze senza nevrosi e preoccupazioni, scevre da qualunque ansia.

Il ritardatario involontario, vittima di fattori esterni quali ritardi imprevedibili e indipendenti da sé, è anche ottimista perché, nell’arco della sua giornata – tipo, fa in modo di sbrigare più cose possibili e alla fine resta comunque sempre soddisfatto di ciò che è riuscito a fare. Fatte quindi le dovute eccezioni, giacché – a detta del prof. Zucconi, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale di Udine – esistono i ritardatari ‘cronici’ egocentrici e sfaticati per natura, troppo concentrati sui propri bisogni, dietro il fattore del ritardo sta il “ben fare”.

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