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E se Ibra tornasse in Italia?

Pazza idea, cantava Patty Pravo nel 1990. Pazza, folle e allo stesso tempo magica sarebbe l’idea di un grande ritorno: quello di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Non finisce mai l’attaccante svedese, che dopo la rottura del legamento crociato anteriore e posteriore, al suo secondo anno di Manchester United, sembrava avesse veramente finito di calcare i campi di calcio.
La storia recente, invece, lo vede protagonista del calcio americano. Ai Los Angeles Galaxy, nella Major League Soccer, ha una media di un gol a partita: 21 gol in 25 apparizioni stagionali. “Ovunque io vada a finire, sempre, sempre finisco per vincere. Sono come Indiana Jones – ha detto alla conferenza di presentazione – Ma non sarò come altri giocatori, che giocano perché hanno una grande carriera e un nome e continuano a giocare perché sono chi sono. Giocherò sempre e quando potrò ottenere risultati”.

È sempre questa la molla di Ibrahimovic che, come il vino, più invecchia e più migliora. E allora ecco la pazza idea, il pensiero stupendo, per restare in ambito musicale. “A luglio, appena ci siamo insediati alla guida del Milan, ci abbiamo fatto più di un pensierino. Ibra è un guerriero e il suo legame con Milano e il Milan è incredibile. Oggi impossibile, ma mai dire mai”. Stavolta le parole però non sono di Patty Pravo, sono niente di meno che di Leonardo Nascimento De Araujo, direttore tecnico dell’area sport dei rossoneri. Ma quanto c’è di vero in questa possibilità? L’ingaggio non è un problema, visto che oggi si attesta sui 1.2 milioni annui. Lo scoglio sarebbe la durata: Ibra e il suo agente, Mino Raiola, chiederebbero un anno e mezzo, il Milan sarebbe pronto a mettere sul piatto 6 mesi.
Infografica su tutti i titoli vinti in carriera da Zlatan Ibrahimovic – Fonte: Giocodigitale.it

Ma Ibrahimovic servirebbe allo scacchiere di Gattuso? Secondo Silvio Berlusconi assolutamente sì: “Higuain è un goleador che mancava al Milan da anni, ma non capisco perché non sia supportato da una seconda punta come Suso. Guarderò il derby alla televisione con disappunto per il modulo e il modo con cui gioca il Milan. Non capisco perché ci arrivo io, ci è arrivato Ancelotti e anche Capello e non ci arriva l’attuale guida tecnica”. Ed è proprio Gonzalo Higuain ad aprire allo svedese: “Sono cose da chiedere alla società queste, dal mio punto di vista posso solo dire che a me piace condividere il campo con i grandissimi giocatori, e lui lo è” ammette alla Gazzetta.

E mentre si rincorrono le voci di un suo ritorno in Premier scatta anche l’altra sirena italiana, stavolta partenopea. Ibra e il Napoli è un matrimonio che da tempo prova a fare Raiola: “Lui è sempre stato innamorato della passione che i napoletani riescono a dare e lo dice sempre apertamente, perché è cresciuto in una famiglia simile a quella napoletana e poi con me. Sa cosa vuol dire essere accolto in una famiglia napoletana e lo sapeva anche prima, quando non era famoso, quando mangiava a casa di mia mamma. Sa cos’è l’amore dei napoletani”. Aurelio De Laurentiis ci pensa e si sfrega le mani: si studia un contratto a percentuale, sei mesi più opzione per il prossimo anno.

A Napoli c’è solo un Dio, ed è argentino, ma anche lo svedese potrebbe scaldare i cuori dei tifosi. Come solo lui sa fare.

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