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Ebola: in Italia l’epidemia sarebbe impossibile

Gli allarmi di casi di Ebola in Italia, ad oggi per fortuna si sono rivelati tutti infondati. L’ultimo quello della donna nigeriana ricoverata in ospedale della marche pare sia un caso di malaria. Altri allarmi, nel nostro Paese sono state vere e proprie bufale, notizie di contagio messe sul web per scatenare ansia generalizzata, ma anche danni economici notevoli come è successo agli albergatori di Lampedusa che si sono visti disdire le prenotazioni dopo che era stata diffusa la notizia di un immigrato contagiato arrivato sull’isola. L’autore della bravata è stato individuato e denunciato dalla polizia postale.

Ebola in Italia un'epidemia è impossibile

In un’intervista all’Espresso a Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità, membro del Technical Review Panel del Global Fund for Aids, Tb and Malaria, ed ex presidente dell’International Aids Society, afferma che il rischio di contagio dal virus Ebola fuori dal continente africano è molto basso perché il malato diventa contagioso solo dopo la comparsa dei sintomi e muore nell’arco di pochissimi giorni. Risulta, perciò, molto difficile che una persona infetta possa allontanarsi dal Paese colpito dall’epidemia senza essere identificato e messo in quarantena.

Stefano Vella spiega, inoltre, che se un paziente infetto fosse identificato nel nostro paese, verrebbe isolato e curato in una struttura sanitaria attrezzata, dalla quale il virus non potrebbe assolutamente uscire, è infatti un virus che si trasmette unicamente per contatto con i fluidi di un paziente. Le persone venute a contatto col paziente verrebbero rintracciate e monitorate per evitare altri contagi. Le possibilità che Ebola diventi un’epidemia col nostro sistema sanitario è pressoché impossibile, ma Vella sottolinea l’aspetto delle differenze che esistono nell’accesso alle cure, Ebola rappresenterebbe un problema di medicina sociale. Si conosce il virus da diversi decenni, ma la parte di mondo più evoluto ha pensato che fosse un problema lontano, e la ricerca non si è occupata di trovare rimedi cosa che invece avvenuta per curare l’Aids, quando ha colpito i nostri Paesi. “La salute andrebbe pensata come un problema globale”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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