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Ecco chi è stato Moses Malone

Moses è morto nel sonno e non ci è dato sapere le cause. Poco importa, Malone, alto 208 cm è stato un mito per tutti gli amanti del basket e ci interessa solo ricordarlo nel migliore dei modi.
Era talmente forte che, dopo essersi iscritto alla prestigiosa università di Maryland, decise di andare subito nella ABA, la lega concorrente della NBA. Esordì negli Utah Stars mostrando subito numeri da campione. Pivot esplosivo, potente e dotato di movimenti perfetti e repentini, adorava schiacciare ma sapeva anche difendere forte ed era un formidabile rimbalzista.

Dopo il fallimento della NBA approdò agli Houston Rockets, dove rimase cinque anni (dal 1976 al 1982) affermandosi come uno dei centri più devastanti della lega. Era un giocatore tosto, spietato in attacco dove riusciva a soffiare valanghe di rimbalzi offensivi. Tipico il suo avvitamento in post alto per liberare il suo morbido jump.
Moses Malone portò i Rockets ai vertici, vincendo per due volte il titolo di MVP e raggiungendo le finali nel 1981, dove però Houston dovette cedere ai fortissimi Boston Celtics.

Passa ai Philadelphia 76ers nel 1982 e raggiunge Julius Erving e Maurice Cheeks, andando a rinforzare una franchigia già molto forte. Finalmente quell’anno vince l’anello sotto la saggia guida di Billy Cunningham. Con Dr J forma una coppia fantastica e vince ancora una volta il titolo di MVP dell’anno e anche delle finali.

Complice qualche infortunio, Malone non fu in grado di ripetere quell’annata ma nel 1985, con l’arrivo in squadra di un asso come Charles Barkley, i 76ers tornano in finale contro i Boston Celtics di McHale, Parish e di Larry Bird. Malone ingaggia una battaglia memorabile contro Robert Parish ma quei Celtics erano davvero imbattibili.

A 31 anni si trasferisce nei Washington Bullets dove resta 2 anni, e successivamente negli Atlanta Hawks. La sua media punti resta molto alta, sempre oltre i 25 punti a partita con 13-14 rimbalzi per gara. Negli Hawks duetta benissimo con l’astro nascente Dominique Wilkins. Nonostante la sua personalità Malone gioca di squadra e risulta spesso determinante.
Dopo 3 anni negli Hawks, nel 1991, si trasferisce nei Milwaukee Bucks, dove diventa importante per la crescita professionale di David Robinson.
Nel 1993, all’età di 38 anni, torna nella sua Philadelphia, non più forte come una volta e chiude la carriera l’anno successivo nei San Antonio Spurs.

Oltre 27.400 punti in 19 anni di NBA significano 20,6 punti di media a partita. Statistiche che lo collocano all’ottavo posto, recentemente superato da Dirk Nowitzki. 6 volte miglior rimbalzista nella NBA e ben 9 volte come rimbalzista offensivo, una delle sue principali caratteristiche.

 Fuori dal campo Moses era una persona generosa, gran comunicatore dotato di un senso dell’umorismo fuori dal comune. Un atleta serio che ha tentato anche la carriera di allenatore senza troppa convinzione.

Moses Malone ci mancherà proprio come Darryl Dawkins. Ho avuto la fortuna di vederlo in un torneo dimostrativo che si tenne a Livorno tra alcune stelle NBA e le due squadre locali, la Peroni e la Rapident. In quell’occasione Moses subì una stoppata leggendaria da un giovane Sandro Dell’Agnello. Forse un atto generoso per dare sicurezza a quella giovane ala che poi diventerà un perno della nazionale Italiana.

Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

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