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Ecco come comunicano i bugiardi

Vi ricordate la scena di Homer Simpson che, dopo essere stato collegato ad una macchina della verità, riceve alcune istruzioni su come comportarsi durante l’interrogatorio e quando gli viene chiesto se gli fosse tutto chiaro, lui risponde “Sì!” e la macchina esplode?

Homer Macchina verità

A parte questa divertentissima scena del cartone animato, sembrerebbe che la nuova scoperta potrebbe anche mandare in soffitta questi dispositivi utilizzati negli interrogatori dagli investigatori americani. Secondo un team di ricercatori della Carnegie Mellon University (di Pittsburgh, in Pennsylvania – USA) non sarebbe affatto difficile capire se chi abbiamo di fronte sta mentendo o meno. E tutto questo senza strumenti elettronici.

L’indagine, condotta dagli studiosi dell’Università, ha messo in evidenza come tutte le persone che provano a nascondere qualcosa di scomodo da rivelare, lo fanno con parole negative ed emotive, usando di meno pronomi come “io” e “me”. Insomma fanno ricorso ad un evidente linguaggio ingannevole. Ma non solo. La bugia può essere sgamata anche attraverso una serie di comportamenti via internet. In particolar modo, coloro che sono venuti a conoscenza di una notizia segreta, tendono a scrivere e-mails dai contenuti corposi e con una frequenza maggiore rispetto al normale uso che fanno solitamente della posta elettronica.

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Esempi come questi, da cui emergono chiari segni di una attività di menzogna in corso, sono stati illustrati anche alla convention annuale dell’American Psychological Association, nei quali sono stati presi in considerazioni comportamenti e discorsi celebri come quelli dell’ex Presidente degli Stati Uniti George W. Bush che, prima della temuta invasione in Iraq, iniziò a fare un uso misurato proprio dei pronomi “io” e me”. Proprio come capitava ad un altro Presidente Americano, Harry Truman, prima che venisse sganciata la bomba atomica su Hiroshima.

Ma alla convention sono state presentate situazioni anche più recenti, come quella di Dzokhar Tsarnaev, il presunto attentatore della maratona di Boston. Dai messaggi postati su Twitter sembra che abbia fatto uso di un numero decisamente inferiore di pronomi di prima persona a partire dall’ottobre del 2012. Periodo, questo, in cui il fratello Tamerlan tornò dal un viaggio in Russia e iniziò presumibilmente a pubblicare materiale estremista su Youtube.

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