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Ecco come si elegge il presidente della FIGC

Il nuovo presidente della FIGC dovrebbe uscire dalle votazioni di lunedì 11 agosto 2014 a Roma alle 12. Ecco come si elegge il nuovo capo del calcio italiano: i candidati, ormai celeberrimi, sono Carlo Tavecchio, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti; e Demetrio Albertini, vice presidente FIGC e due volte capo delegazione ai mondiali (Sudafrica e Brasile). Ci sono in ballo 278 voti così distribuiti. Un voto per ogni squadra di ogni lega: 20 per la Serie A, 21 per la Serie B, 60 la Lega Pro, 90 le Lega Nazionale Dilettanti. Poi ci sono le associazioni: quella dei calciatori ha 52 voti, quella degli allenatori ne ha 26 e quella degli arbitri 9. Ma non tutti i voti hanno lo stesso peso.

frase razzista

Le leghe dei campionati (Serie A, B, Pro) hanno il peso del 34%. La Serie A vale il 12%, tanto per capirci. Pochino. Da soli i dilettanti hanno lo stesso peso di tutte le tre le categorie di professionisti, il 34%. La restante percentuale va alle associazioni (calciatori 20%, allenatori 10%, arbitri 2%).

Alle ore 12 di lunedì 11 agosto ci sarà la prima votazione: il nuovo presidente verrebbe eletto con l’unanimità. Carlo Tavecchio non avrebbe superato questa prima fase neanche prima delle frasi razziste. Ma avrebbe vinto alla seconda votazione, perchè in questo caso sarebbe bastato il 66% dei voti. E prima delle gaffes, Tavecchio era intorno al 75%. Lunedì, quindi, si andrà alla terza votazione e qui per l’elezione del nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio ci vuole il 50% più uno dei voti. Detto questo, Carlo Tavecchio ha ancora il favore dei pronostici, soprattutto per i voti che arrivano dalla Lega Pro e dai Dilettanti, oltre ovviamente alle squadre di A, B e gli altri organi che ancora lo appoggiano. L’ipotesi commissariamento, però, non è da escludere.

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