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Ecco cosa prevede il nuovo decreto sulla “filiazione”

Questo nuovo decreto potrebbe e deve essere quindi un segnale di come l’esecutivo voglia impegnarsi in maniera più seria e continuativa nell’affrontare temi centrali come le politiche per l’infanzia e per la famiglia.

Quali sono le conseguenze e cosa cambia dopo l’attuazione della “filiazione”?

Eliminata quindi la distinzione tra figli legittimi” e “figli naturali”, si parlerà solo di figli. Nuove diciture nei Codici e in leggi specifiche, che fanno espresso riferimento a “categorie” di figli, che tra l’altro, tali norme erano anche in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione italiana e con gli obblighi internazionali. Soppressa qualsiasi discriminazione anche tra figli adottivi, se minorenni, i quali, con l’adozione, oggi non acquisiscono più lo stato di figlio “legittimo” ma di figlio “nato nel matrimonio”.

Sulla sfera ereditaria non ci saranno più distinzioni tra figli nati fuori o all’interno del matrimonio: i figli nati fuori dal coniugio, con il riconoscimento da parte del genitore, acquistano un legame giuridico non solo con questi, ma anche con i relativi familiari, di cui saranno “parenti” a tutti gli effetti, con conseguente partecipazione al loro asse ereditario.
governo normativa figli


Anche per i nonni ci saranno maggiori tutele e garanzie, essi potranno vantare il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti, ovviamente sempre con il superiore interesse del minore. Questo è quanto cita il nuovo articolo 317 bis c.c.: “gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”. Oltre a questo, il nonno, senza distinzione tra paterno o materno, potrà ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del nipote, al fine di ottenere l’emissione dei provvedimenti più idonei, questo per soddisfare le esigenze dei minori, quali il diritto a conservare e mantenere rapporti significativi con gli ascendenti.

La “potestà genitoriale”, con la nuova riforma cede il passo alla “responsabilità genitoriale”. Un cambiamento sulla concezione tradizionale del rapporto genitori-figli, focalizzata principalmente sull’impegno che il genitore deve assumersi nei confronti della prole.

Introdotta nel codice civile, anche una norma specifica: articolo 336 bis, sulle modalità dell’ascolto dei minori che abbiano compiuto i dodici anni, o di età inferiore se capaci di discernimento. Con questa norma, saranno ascoltati nell’ambito dei procedimenti nei quali dovranno adottarsi provvedimenti che li riguardino, dal presidente del tribunale o dal giudice delegato.

Presunzione di paternità del marito più estesa, grazie alla modifica dell’articolo 230 c.c.. Ciò che fa presumere la paternità del coniuge, è il collocarsi del parto durante il corso del matrimonio.

La modifica relativa al terzo comma dell’articolo 234 c.c., indica che in ogni caso il figlio può provare di essere stato concepito durante il matrimonio. Tale prova potrà essere data con “ogni mezzo”.

L’art.79 bis della legge n. 184/83 impone al giudice – di fronte a casi di minori a rischio abbandono, stanti le gravi difficoltà economiche familiari – di fare il possibile affinché possano crescere nella loro famiglia. Con questa attuazione il giudice sarà tenuto a segnalare ai Comuni, le situazioni di indigenza dei nuclei che abbiano richiesto interventi di sostegno.

De Laurentiis Cavani

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