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Ecco perché Sergio Cofferati lascia il Pd

Sergio Cofferati lascia il Pd: lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa a Genova. Ma perché l’europarlamentare democratico avrebbe fatto questa scelta? Facciamo un passo indietro. Tutto è partito l’11 gennaio scorso, quando in Liguria si sono disputate le primarie del Pd. Così scriveva Cofferati in quei giorni su Twitter:

In realtà, proprio quella destra che l’ex segretario generale della Cgil sperava non intervenisse nel voto, sembrerebbe averlo fatto in maniera decisiva: “Il voto è stato inquinato, come ha dimostrato il Collegio dei garanti– dice Cofferati durante la conferenza stampa- ma quel che è più grave è che il centrodestra è intervenuto nelle nostre primarie per proporre un modello politico, ed il mio partito non è intervenuto per fermare questo“.

I fatti a cui l’ex sindaco di Bologna si riferisce sarebbero le irregolarità che avrebbe denunciato alla fine della campagna elettorale per le primarie. Su 300 seggi, il voto sarebbe stato annullato in ben 13 seggi: “A Napoli le primarie furono invalidate per problemi in 3 seggi– spiega ancora Cofferati- non capisco cosa sia successo, quel che è certo è la partecipazione anomala di povere persone straniere guidate in gruppo e istuite su come votare. Si è parlato anche di uso di denaro per stimolarne il voto– aggiunge- ma la sostanza politica non cambia, ed è l’inquinamento attraverso il voto sollecitato e ottenuto dal centrodestra: che fascisti non pentiti vengano a votare alle primarie del mio partito senza che nessuno gli dica nulla credo sia inaccettabile“.

Per rispetto ai cittadini che mi hanno votato, alle mie convizioni e ad una parte importante della mia vita, in un partito che non dice nulla davanti a fatti di questo genere, io non posso restare” avrebbe infine concluso. Sergio Cofferati era stato sconfitto alle primarie liguri dell’11 gennaio scorso da Raffaella Paita: “Non me ne vado per cambiare partito, nè per fondarne uno nuovo, esco dal Pd perché non trovo il rispetto dei valori in cui credevo– precisa ancora- è una decisione difficile e dolorosa per me, che sono stato uno dei 45 fondatori del Partito Democratico“.

Cofferati assicura poi che se emergeranno reati, “li denuncerò in procura“. Secondo l’eurodeputato ci sarebbero anche altri seggi, oltre ai 13 incriminati, dove starebbe indagando la procura e di cui si starebbe occupando l’antimafia. Sel Liguria si schiera a fianco di Cofferrati e il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni annuncia all’Adnkronos: “Senza tirarlo per la giacca, vorremmo portare avanti la sua candidatura“. Intanto su Twitter si scatenano le reazioni dei compagni di partito e degli avversari politici. Così Filippo Civati

e Oscar Giannino

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