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Economia: prostituzione e droga conteggiati nel PIL, che sale di 2 punti

La notizia ha tutte le sembianze di una bufala, ma non è così, perchè in macroeconomia le voci prostituzione, contrabbando di alcool e sigarette e traffico di droga all’interno di uno Stato generano ricchezza. Molta ricchezza. Da tempo queste voci sono catalogate solo come statistiche, ma con l’avvento del nuovo sistema Accounts (che sostituirà l’Esa, Sistema Europeo dei conti Nazionali e Regionali) le attività considerate “sommerso” verranno inserite nella misurazione dei frutti dell’impresa.

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Le attività di prostituzione, contrabbando e traffico di stupefacenti saranno prese in considerazione dall’anno 1995 e l’Istat è già pronta a fare i suoi calcoli. Inserendo queste voci nel calcolo del PIL si dovrebbe avere un incremento pari al 2%. A livello europeo, questo significa una riduzione di circa lo 0,06% del rapporto deficit/PIL (fissato al 3%) e dunque un maggior angolo di manovra nelle leggi di stabilità. Tradotto, significa che lo Stato potrebbe avere la possibilità di gestire circa 1 miliardo di euro. Impattarli sulla spesa, oppure investirli, questa è una decisione che verrà presa solo con il contante in mano.

Ma sono anche altre le novità che arrivano dai sistemi di misurazione. I fondi destinati alla ricerca non saranno più sotto la voce “spesa corrente”, ma sotto quella “investimenti”, dove però troveranno posto anche gli armamenti.

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